Il "multilateralismo etico": la proposta del Prof. Sachs e la Pontificia Accademia delle Scienze sociali

Dichiarazione congiunta del gruppo di lavoro della Pontificia Accademia delle Scienze sociali sul Nuovo multilateralismo etico, convocata dal professor Jeffrey Sachs

4989
Il "multilateralismo etico": la proposta del Prof. Sachs e la Pontificia Accademia delle Scienze sociali


di Jeffrey Sachs*

Siamo giunti a un punto di svolta della storia. Il sistema mondiale emerso alla fine della Seconda guerra mondiale è superato. Le verità apparenti di un’epoca precedente sono diventate nella nostra epoca pericolose illusioni. Siamo entrati in una nuova fase di multipolarismo- un mondo con diversi centri di potere – ma non abbiamo ancora sviluppato un multilateralismo orientato al bene comune. La nostra sopravvivenza dipende dal promuovere un multilateralismo etico, in cui le nazioni e le religioni del mondo perseguano il bene comune rispettando la diversità della famiglia umana.

Papa Leone XIV ha parlato eloquentemente di questo urgente compito:

«L’impegno per costruire un mondo più sicuro e libero dalla minaccia nucleare va perseguito attraverso un incontro rispettoso e un dialogo sincero, per edificare una pace duratura, fondata sulla giustizia, sulla fraternità e sul bene comune. Nessuno dovrebbe mai minacciare l’esistenza dell’altro. È dovere di tutti i Paesi sostenere la causa della pace, avviando cammini di riconciliazione e favorendo soluzioni che garantiscano sicurezza e dignità per tutti».

Papa Leone XIV (Basilica di San Pietro, 14 giugno 2025)

Per diversi secoli, all’incirca dal 1700 al 2000, le nazioni dell’Occidente, cioè l’Europa e gli Stati Uniti, hanno dominato la politica e l’economia del resto del mondo. Le potenze europee hanno colonizzato gran parte dell’America Latina e dei Caraibi, dell’Africa e dell’Asia. Questo ha creato nel mondo occidentale un’abitudine pericolosa e persistente al potere. Dopo la Seconda guerra mondiale, quando le ex colonie in Africa e Asia divennero nazioni indipendenti, il potere mondiale fu diviso tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Per un breve periodo dopo la fine dell’Unione Sovietica nel 1991, gli Stati Uniti sembravano dominare il mondo come unica superpotenza.

La straordinaria ascesa economica di Cina, India, Sud-Est asiatico, Asia occidentale e parti dell’Africa e dell’America Latina ha creato un nuovo multipolarismo. La diffusione della prosperità in molte parti del mondo è profondamente incoraggiante, tuttavia la diffusione del potere è avvenuta senza una corrispondente condivisione della responsabilità per il bene comune. Al contrario, il mondo è guidato dal potere, dall’avidità e dai conflitti, piuttosto che dalla fiducia, dalla pace e dal bene comune. Le vecchie potenze occidentali lottano per mantenere i privilegi del passato, mentre le potenze emergenti rivendicano il loro posto al sole. Le guerre infuriano e la diplomazia è moribonda, soprattutto quella tanto necessaria tra le grandi potenze.

La creazione delle Nazioni Unite nel 1945 è stata un importante passo verso il bene comune globale e ha contribuito molto a promuovere l’indipendenza delle nazioni precedentemente colonizzate e a diffondere il benessere materiale. La Carta delle Nazioni Unite, la Dichiarazione universale dei diritti umani, gli Obiettivi di sviluppo sostenibile e la recente Alleanza per la pace dichiarata dall’Alleanza delle Civiltà delle Nazioni Unite sono tutti esempi che ispirano la cooperazione globale. Eppure, nel suo ottantesimo anno, l’Onu non è in grado, nella sua forma attuale, di fronteggiare le crescenti crisi globali. La diffusione di guerre e crimini di guerra, come a Gaza e in altre parti del mondo, evidenzia in modo chiaro la necessità di rafforzare il multilateralismo.

Il recente Vertice Onu sul futuro ha prodotto diffuse richieste per una Onu 2.0, volta a rafforzare il sistema delle Nazioni Unite. Seguendo la proposta di Papa Francesco in Laudate deum, questo dovrebbe includere un «multilateralismo dal basso» (n. 38), coinvolgendo la società civile, soprattutto nella sfida di proteggere la Terra stessa dalla devastazione ambientale:

«Le istanze che emergono dal basso in tutto il mondo, dove persone impegnate dei Paesi più diversi si aiutano e si accompagnano a vicenda, possono riuscire a fare pressione sui fattori di potere. È auspicabile che ciò accada per quanto riguarda la crisi climatica. Perciò ribadisco che “se i cittadini non controllano il potere politico – nazionale, regionale e municipale – neppure è possibile un contrasto dei danni ambientali».

Papa Francesco

La Chiesa cattolica, antica e moderna, ha ripetutamente offerto all’umanità una guida indispensabile nella ricerca del bene comune, rivolgendosi non solo ai fedeli della Chiesa ma a tutta l’umanità in cerca di saggezza in tempi di rapidi cambiamenti. Sant’Agostino, in De civitate Dei (La città di Dio), condivise la beata saggezza secondo cui «è maggiore prosperità avere un buon vicino in pace che assoggettare un cattivo vicino in guerra».

In tempi moderni, Papa Leone XIII affrontò le sfide derivanti dall’industrializzazione nella sua enciclica Rerum novarum del 1891, stabilendo i principi di un’economia etica. Nel 1963, Papa Giovanni XXIII fornì una guida indispensabile ai leader dell’Unione Sovietica e degli Stati Uniti nel suo magistrale appello alla pace in Pacem in terris. Nel 1967, Papa Paolo VI accolse le nazioni del mondo appena diventate indipendenti nella sua enciclica Populorum progressio, dove dichiarò che lo sviluppo è il nuovo nome della pace.

Nel 1991, subito dopo la caduta del Muro di Berlino, Papa Giovanni Paolo II sottolineò la necessità di una nuova economia morale. Nel 2009, dopo l’inizio della crisi finanziaria del 2008, Papa Benedetto XVI evidenziò l’importanza dell’etica finanziaria in Caritas in veritate. Nel 2015, Papa Francesco, di cara memoria, tracciò la strada verso un nuovo multilateralismo in Laudato si’, invitando a una nuova armonia con la natura. Nel 2019, Papa Francesco enfatizzò il potere curativo dell’incontro, del rispetto reciproco e della diplomazia come vero percorso di pace, nella sua enciclica Fratelli Tutti. Papa Leone XIV ha recentemente sottolineato: «Se vuoi la pace, prepara istituzioni di pace» (30 maggio 2025).

Nella sua moderna dottrina sociale, la Chiesa attinge alla saggezza di San Tommaso d’Aquino, che circa 750 anni fa unì le virtù cristiane della fede, speranza e della carità con le virtù cardinali sostenute dagli antichi greci, tra cui la saggezza pratica, la fortezza, la moderazione e la giustizia. Seguendo Aristotele, San Tommaso d’Aquino e la Chiesa moderna hanno insegnato che le strutture della politica e della vita economica, in particolare le istituzioni di governo e l’economia di mercato, devono essere permeate di etica, cioè della ricerca del bene comune attraverso la coltivazione delle virtù. Il potere senza virtù conduce al dispotismo. La multipolarità senza multilateralismo etico conduce alla guerra e al caos.

Il multilateralismo richiede sia aggiornamento istituzionale, sia un nuovo «software» dell’etica globale. L’Onu 2.0 ha bisogno di tasse globali per soddisfare i bisogni globali, incluso il finanziamento del sistema stesso delle Nazioni Unite. Il commercio globale di armamenti, la navigazione, l’aviazione, le transazioni finanziarie internazionali e le emissioni di anidride carbonica e metano sono tutti possibili strumenti di tassazione globale.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu dev’essere rafforzato attraverso una riforma del processo di veto, in modo che la volontà della comunità internazionale e l’imperativo della pace prevalgano sul veto di una singola nazione. Un nuovo parlamento globale presso le Nazioni Unite, accanto all’Assemblea Generale dell’Onu (un Paese, un voto), potenzierebbe la capacità legislativa del sistema Onu.

Il multilateralismo ha anche bisogno di un’architettura finanziaria globale radicalmente riformata, progettata per favorire lo sviluppo sostenibile e garantire la stabilità delle nazioni e dei sistemi finanziari in tutto il mondo. La nuova architettura dovrebbe porre fine al comportamento predatorio ed estrattivo di alcuni dei governi e delle aziende più potenti al mondo e dovrebbe garantire la diffusione globale della conoscenza per permettere a tutte le nazioni di condividere la prosperità globale.

Tali riforme dipendono fondamentalmente da un quadro etico condiviso. Può un mondo altamente diversificato condividere un’etica del bene comune? La risposta è sì, per il motivo indicato dalla Dottrina sociale cattolica. Condividiamo un’umanità comune e quindi una natura umana comune. Per questo motivo, tutti gli esseri umani possono aderire a una legge naturale condivisa, costruita sulla nostra umanità.

Nelle tradizioni ebraica e cristiana, siamo tutti figli di Dio, creati ad imago Dei. Nella tradizione confuciana, tutti gli uomini sono fratelli entro i quattro mari. Nella tradizione induista, il mondo è una sola famiglia (Vasudhaiva Kutumbakam). Nella fede musulmana, gli esseri umani sono i rappresentanti di Allah sulla terra, incaricati di agire con giustizia e prendersi cura del creato. Credenze simili sull’unità della famiglia umana sono presenti anche in altre religioni.

Si consideri la tradizione islamica, che propone una visione di solidarietà e giustizia universale. Il concetto di ummah si estende naturalmente a una vasta fratellanza umana, imponendo aiuto reciproco e equa distribuzione delle risorse attraverso istituzioni come lo zak?t (donazione obbligatoria) e il waqf (fondi comunitari). Inoltre, gli obiettivi superiori della legge islamica offrono un solido quadro per la governance globale che dà priorità alla dignità umana, al benessere sociale e alla tutela ambientale.

Attraverso culture e religioni, fondamenta etiche comuni ci consentono di perseguire il bene comune e di creare conversazioni interculturali e interreligiose per condividere le dimensioni sacre e trascendenti della vita. La Regola d’oro è tanto un esempio quanto il nucleo della legge naturale. Dobbiamo promuovere un’etica condivisa e nuove modalità di cooperazione tra nazioni, culture e religioni.

L’elenco delle crisi globali è ampio e in crescita e tutte richiedono un’etica globale orientata al bene comune. La crisi della proliferazione nucleare, le crisi della povertà, del debito e dello sviluppo, la crisi ecologica, la crisi migratoria e lo sfollamento forzato di centinaia di milioni di persone a causa di conflitti, disastri climatici, povertà o altre cause, invocano tutte un nuovo ed efficace multilateralismo etico. Come affermò saggiamente il presidente John F. Kennedy, «la realtà suprema del nostro tempo è la nostra indivisibilità come figli di Dio e la nostra comune vulnerabilità su questo pianeta».

La proliferazione di armi nucleari, oggi in nove paesi, pone l’umanità sull’orlo della guerra nucleare. L’Orologio dell’Apocalisse del Bulletin of Atomic Scientists è a soli 89 secondi dalla mezzanotte. La diffusione di guerre e tensioni tra le grandi potenze sottolinea l’urgenza e la necessità del disarmo nucleare. Quasi 100 nazioni hanno firmato il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW), eppure sorprendentemente nessuna delle nazioni dotate di armi nucleari lo ha ancora ratificato.

In un mondo di grande ricchezza, in cui i 20 individui più ricchi hanno un patrimonio netto combinato di oltre 3 trilioni di dollari, la povertà estrema che affligge oltre 1 miliardo di persone rimane una crisi urgente ma risolvibile. Gli investimenti in istruzione, sanità, infrastrutture e sviluppo imprenditoriale nei Paesi più poveri possono porre fine alla povertà estrema, tuttavia il peso dei pagamenti del debito in corso finisce spesso per impedire tali investimenti. Circa la metà delle persone più povere del mondo (quelle che vivono in povertà multidimensionale) si trova in Paesi in difficoltà debitorie e necessitano di qualche forma di alleggerimento del debito.

La rapida diffusione dell’Intelligenza artificiale richiede anch’essa un’etica globale – l’algoretica (l’etica degli algoritmi, ndr) – per garantire che l’Ia sia orientata al bene comune. L’Ia offre strumenti nuovi e potenti per superare le antiche piaghe della povertà, della fame e delle malattie. Tuttavia, l’intelligenza artificiale presenta anche quattro gravi pericoli.

Il primo è la rapida crescita della concentrazione della ricchezza. Il secondo è la rapida crescita della concentrazione del potere nelle mani di poche grandi aziende tecnologiche e dello Stato. Il terzo è l’uso improprio delle tecnologie dell’Ia per opprimere i cittadini, diffondere propaganda, creare deep fake, indurre dipendenze digitali e distruggere la privacy. Il quarto è la sostituzione, con sistemi artificiali, della responsabilità e dell’obbligo di rispondere delle proprie azioni, come nel caso delle armi autonome in guerra. Tuttavia, se ben utilizzata, l’Ia può sostenere positivamente la società civile fornendo piattaforme decentralizzate per azioni «dal basso», dati aperti, crowdsourcing e rilevamento di propaganda e deep fake.

La multipolarità è la realtà del nostro tempo, il multilateralismo etico è la nostra urgente necessità e l’umanità condivisa è la base della nostra speranza. Possiamo forgiare un nuovo multilateralismo basato su istituzioni globali efficaci insieme a un’etica globale condivisa. Le istituzioni globali rafforzate non sostituiranno i nostri governi nazionali o locali, ma li integreranno e li potenzieranno.

L’insegnamento centrale della Chiesa sulla sussidiarietà quale fondamento dell’ordine sociale, esige che la responsabilità politica sia esercitata al livello più prossimo alle persone, dove può avere reale efficacia. Questo concetto si applica sia alle Nazioni Unite, sia all’etica globale. Inoltre, a livello globale, la Chiesa ha sempre parlato di una «comunità internazionale», intendendo che dovremmo mirare a una vera famiglia di nazioni, basata sul rispetto reciproco e su preoccupazioni condivise.

L’Onu non dovrebbe mirare a sostituire le nostre nazioni e le nostre comunità religiose, ma a sostenere le nazioni, le autorità religiose e la società civile per compiere ciò che non possono fare a livello di governance locale. Le priorità per le Nazioni Unite includono azioni globali per stabilizzare il sistema climatico terreste, proteggere gli oceani, sostenere la biodiversità, promuovere il disarmo nucleare, porre fine alle guerre tra nazioni, riformare l’architettura finanziaria globale, porre fine alla povertà estrema con assistenza esterna se necessaria, e in generale sostenere le nazioni nel raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Allo stesso modo, una nuova etica globale non deve mirare a imporre un’uniformità di valori sociali, credenze religiose o norme culturali a società molto diverse. Piuttosto, l’etica globale dovrebbe puntare a porre fine alle guerre, garantire pari diritti e dignità a tutte le nazioni, diffondere la prosperità attraverso la riforma dell’architettura finanziaria globale e promuovere la cooperazione tra tutte le nazioni, religioni e gruppi etnici per raggiungere il bene comune. Le virtù preminenti per la pace intercomunitaria includono il rispetto reciproco, la compassione, l’empatia, la benevolenza, la giustizia e l’equità, virtù che sono evidenziate dalla grande saggezza degli antichi e delle religioni del mondo. Tali virtù, insegna la Chiesa, emergono dalla Grazia di Dio.

La Chiesa ha una vocazione unica nella promozione del nuovo multilateralismo etico. La Chiesa usa i suoi buoni uffici e la sua benevolenza globale per aiutare a mediare e risolvere i conflitti in corso. Le azioni caritatevoli della Chiesa, attraverso molte organizzazioni e iniziative dal basso, alleviano la sofferenza e forniscono modelli di comportamento per gli altri. Le accademie e i consigli della Chiesa forniscono analisi basate sui principi dei bisogni etici del nostro tempo. La dottrina sociale della Chiesa costituisce un patrimonio per tutta l’umanità. In modo unico, la Chiesa può riunire i leader religiosi del mondo insieme ai leader politici, agli accademici e alla società civile nella ricerca condivisa del bene comune.

Nell’Anno giubilare 2025 e a un anno dal quarantesimo anniversario della Giornata mondiale di preghiera per la pace ad Assisi, convocata da Papa Giovanni Paolo II nel 1986, possiamo guardare con speranza alla nascita di una nuova era di pace basata su virtù globali e su uno scopo comune, attingendo alla dottrina sociale della Chiesa per contribuire a realizzare questa nuova era.

Articolo originale pubblicato su: https://www.pass.va/en/events/2025/interreligious_geopolitical_visions/final_statement.html (traduzione dall’inglese a cura di Krisis).

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"Ma perché Israele non viene fermato?" - Fabio Massimo Parenti (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti "Ma perché Israele non viene fermato?" - Fabio Massimo Parenti (VIDEO)

"Ma perché Israele non viene fermato?" - Fabio Massimo Parenti (VIDEO)

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

File Epstein, la crisi dell'Occidente e la russofobia di Giuseppe Masala File Epstein, la crisi dell'Occidente e la russofobia

File Epstein, la crisi dell'Occidente e la russofobia

Cortina 2026, la neve e i Nativi “invisibili” di Raffaella Milandri Cortina 2026, la neve e i Nativi “invisibili”

Cortina 2026, la neve e i Nativi “invisibili”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Una risposta al professor Giovanni Rezza di Alessandro Mariani Una risposta al professor Giovanni Rezza

Una risposta al professor Giovanni Rezza

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti