Battaglia nello Stretto di Hormuz: l’Iran rivendica una pesante sconfitta USA

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Lo Stretto di Hormuz torna al centro dello scontro globale dopo le dichiarazioni rilasciate da Mehdi Mohammadi, consigliere del presidente del Parlamento iraniano, che ha ricostruito nei dettagli l’operazione congiunta condotta dalla Marina dei Pasdaran e dalla Marina regolare iraniana contro le forze statunitensi nel Golfo Persico. Secondo quanto riferito dall’esponente iraniano, gli Stati Uniti avrebbero tentato di imporre con la forza la riapertura dello Stretto di Hormuz attraverso una vasta operazione militare denominata “Project Freedom”, lanciata dopo il rafforzamento del controllo iraniano sulle rotte marittime in risposta all’aggressione israelo-statunitense contro la Repubblica Islamica iniziata il 28 febbraio.

Mohammadi ha spiegato che nella notte del 6 maggio le forze navali iraniane hanno combattuto per ore contro le unità statunitensi dispiegate tra il Mare di Oman e il Golfo Persico. Washington avrebbe creato un’imponente copertura aerea e tentato di trasferire numerose navi da guerra nello stretto per spezzare il blocco iraniano. L’operazione USA si sarebbe però trasformata in una pesante sconfitta militare. Secondo Teheran, quattro navi statunitensi sono state messe fuori combattimento, mentre altre due unità, nel tentativo di ripararsi nei pressi dell’isola di Abu Musa, si sono incagliate sugli scogli costieri.

Poche ore dopo gli scontri, il presidente Donald Trump ha annunciato l’interruzione di “Project Freedom”, una decisione che in Iran viene interpretata come il riconoscimento del fallimento dell’operazione militare statunitense. Per la leadership iraniana, la battaglia nello Stretto di Hormuz dimostra che gli Stati Uniti non sono riusciti a piegare la capacità di resistenza della Repubblica Islamica né a sottrarle il controllo di uno dei punti strategici più importanti del pianeta. Attraverso Hormuz passa infatti una parte decisiva del commercio energetico mondiale, rendendo il Golfo Persico uno dei principali epicentri della competizione geopolitica internazionale.

A Teheran lo scontro viene letto come un passaggio storico: non soltanto una vittoria militare contro Washington, ma anche il segnale del progressivo indebolimento della capacità USA di imporre unilateralmente il proprio dominio nella regione.


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