L’Iran resiste e rilancia: smascherata la narrativa dei negoziati USA

2938
L’Iran resiste e rilancia: smascherata la narrativa dei negoziati USA

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

A oltre tre settimane dall’inizio del conflitto scatenato dalla coalizione Epstein, lo scontro tra Stati Uniti, Israele e Iran si gioca non solo sul piano militare, ma anche su quello mediatico. Al centro della contesa c’è la narrativa sui presunti negoziati tra Washington e Teheran, rivendicati dal presidente Donald Trump e respinti con fermezza dalla leadership iraniana. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha definito “false” le notizie su colloqui in corso, sostenendo che si tratti di una strategia per manipolare i mercati finanziari ed energetici e per offrire una via d’uscita a Stati Uniti e Israele da una situazione sempre più complessa.

Sulla stessa linea il Ministero degli Esteri iraniano, che ribadisce come non vi siano stati negoziati durante le settimane di guerra. Le dichiarazioni statunitensi, che parlano di progressi verso una “risoluzione completa”, si scontrano quindi con una realtà ben diversa: i tentativi di mediazione indiretta, portati avanti attraverso Paesi terzi, non hanno prodotto risultati concreti. Teheran conferma di aver ricevuto messaggi, ma mantiene una posizione rigida, subordinando qualsiasi apertura a condizioni precise e garanzie sostanziali. Sul terreno, intanto, emergono segnali che mettono in discussione le prime valutazioni di un rapido indebolimento iraniano.

Analisi provenienti anche da ambienti israeliani evidenziano come sia difficile trarre conclusioni definitive durante un conflitto in corso. L’ipotesi di un collasso imminente ha lasciato spazio a scenari più cauti, in cui prende forma una guerra di logoramento. Nonostante gli attacchi subiti, l’Iran continua a dimostrare capacità operative, mantenendo attivi i lanci missilistici e preservando margini di recupero strategico. Questo alimenta il timore che il conflitto possa protrarsi, senza una soluzione rapida. Un elemento centrale resta la leva energetica. Il ruolo dello Stretto di Hormuz conferisce a Teheran un peso significativo sugli equilibri globali, con effetti diretti sui mercati e sulle dinamiche regionali. Le minacce reciproche sulle infrastrutture energetiche indicano una volontà di estendere la pressione ben oltre il campo di battaglia.

Il quadro che emerge è quello di uno scontro aperto e in evoluzione, dove la distanza tra dichiarazioni politiche e realtà operativa appare sempre più evidente, e dove la dimensione informativa diventa parte integrante della strategia di guerra.


LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE "Il MONDO IN 10 NOTIZIE" - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

Il semestre d’oro di Netanyahu di Michelangelo Severgnini Il semestre d’oro di Netanyahu

Il semestre d’oro di Netanyahu

I frigoriferi di Putin di Francesco Santoianni I frigoriferi di Putin

I frigoriferi di Putin

Jeffrey Sachs: Le 4 proposte per una pace giusta in Ucraina di Alessandro Bartoloni Jeffrey Sachs: Le 4 proposte per una pace giusta in Ucraina

Jeffrey Sachs: Le 4 proposte per una pace giusta in Ucraina

Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi di Raffaella Milandri Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi

Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Il rischio del processo mediatico di Paolo Arigotti Il rischio del processo mediatico

Il rischio del processo mediatico

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it" di Geraldina Colotti Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura di Giuseppe Giannini Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura

Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti