Neoliberismo verde: come si abbattono gli alberi in nome della sostenibilità

416
Neoliberismo verde: come si abbattono gli alberi in nome della sostenibilità

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Angela Fais

Da mesi assistiamo a una vera e propria mattanza per gli alberi di tutto il Paese.

Da nord a sud le cronache riportano decine e decine di proteste cittadine che denunciano abbattimenti e potature drastiche, difficilmente giustificabili. Centinaia di alberi maturi vengono ingiustificatamente abbattuti.

A Napoli a Villa Floridiana, solo pochi giorni fa le associazioni civiche hanno denunciato l’abbattimento di alberi secolari, la distruzione del sottobosco e lo smantellamento della biodiversità, reclamando che la Villa è un vero e proprio sistema boschivo, non un semplice giardino pubblico e ridurla a uno spazio verde urbano equivale a non aver capito nulla del suo valore ambientale.

Anche Palermo è triste teatro di capitozzature e tagli di alberi anziani che apparivano in ottima salute. Anche qui sono esplose le proteste dei cittadini. Tra le associazioni ambientaliste, la LIPU è forse l’unica che ha avuto il coraggio di prendere  una posizione netta contro il Comune e l’assessore Pietro Alongi. Dapprima ad aprile con una diffida e adesso con un accesso agli atti, a fronte dello scempio che ha colpito molti esemplari di ficus magnolia e pini sulla via Margherita di Savoia, la strada che porta a Mondello all’interno del Parco naturale della Favorita.  Abbiamo parlato con Giovanni Cumbo, che alla LIPU è ornitologo. “L’accesso agli atti è volto ad appurare se lo stato fisiologico di ciascun albero richiedesse effettivamente un intervento urgente e così radicale o se si potesse attendere, dal momento che questo è il delicato periodo della nidificazione. Secondo i Criteri Ambientali Minimi (CAM) stabiliti dal decreto ministeriale num. 63 del 2020 per il verde pubblico - spiega Cumbo- vige il divieto di potature drastiche e abbattimenti durante il periodo di nidificazione dell’avifauna (marzo-agosto) a meno che non ci sia il parere di un tecnico che disponga la necessità della potatura o abbattimento, ma il tutto deve essere corredato da una perizia.”

Tagliare gli alberi maturi è un danno potenziale enorme. “Gli alberi infatti - spiega Giovanni Cumbo - sono naturale rifugio e luogo di nidificazione per l’avifauna: colombaccio, merlo, verzellino e fauna anche di grandi dimensioni come rapaci notturni, ma anche uccellini piccolissimi come il rampichino che è capace di fare il nido in soli 2cm. Si comprende dunque come alcuni nidi non riescano a individuarli neppure ornitologi esperti. L’unico modo per capire se stanno nidificando è ascoltarne il canto alle prime ore del mattino”. Qualcosa che noi dubitiamo fortemente venga fatto da parte delle squadre inviate sul posto per capitozzare gli alberi. “Interventi di questo tipo stravolgono l’ecosistema urbano”- conclude Cumbo. 
I Comuni, compreso quello panormita, sostengono che data la salute compromessa della pianta, i tagli sono necessari a garantire la sicurezza urbana e dichiarano, nascondendosi dietro a un dito, che a fronte dei tagli poi si provvede alla piantumazione di nuovi alberelli. Ma abbattendo un albero maturo e sostituendolo con un esemplare giovane, azzerano i benefici ambientali. Un albero adulto ha una chioma che un alberello impiega anche 30 anni a sviluppare, e da solo assorbe più anidride carbonica, produce più ossigeno e trattiene le polveri sottili più di quanto non facciano decine e decine di alberelli.

Tutte queste operazioni di tagli, abbattimenti e capitozzature il più delle volte sono riconducibili ai progetti di rigenerazione urbana che la città neoliberale prevede. E c’è un fil rouge che unisce le sorti di tutte le città colpite dai tagli e l’agire dei Comuni che no, non sono impazziti. Sono solo burattini, meri esecutori delle linee guida dell’UE. Rigenerazione e riforestazione urbana sono infatti i pilastri della transizione ecologica. Con un investimento di 211 milioni di euro finanziato dai fondi del PNRR, insieme a Pulsee Luce e Gas e Axpo Holding AG, colosso energetico con sede legale in svizzera, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha lanciato un progetto nazionale: “RiforestAzione”. Tredici le ‘città fortunate’: Torino, Milano, Genova, Venezia, Roma, Firenze, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Messina, Catania, Palermo e Cagliari. Dedicato all’ espansione e alla tutela delle aree verdi, il progetto prevede la piantumazione di oltre 4 milioni e mezzo di alberi. L’obiettivo, sulla carta, è ‘migliorare la qualità dell’aria per creare ecosistemi resilienti e mitigare le isole di calore, creando “foreste urbane” ’. 

La schizofrenia che detta la governance della città neoliberale dispone che in nome della sostenibilità e di una città più verde si abbattano alberi grandi per piantare alberelli giovani. E tutto si persegue, molto coerentemente, abbattendo gli alberi all’interno di un Parco Naturale cittadino, la Favorita di Palermo, alla faccia delle “foreste urbane”. 
Non c’è dubbio che siamo di fronte a pura propaganda neoliberale, ecologismo di facciata, strategia di marketing per presentarsi ‘ecologici’ nascondendo l'impatto ambientale negativo di altre attività e la cementificazione selvaggia di altre aree. 

Il neoliberismo è una schiacciasassi. Bisogna resistere alla sua ferocia e fare rete: tra cittadini, tra associazioni, comitati, tra comunità. Organizzarsi e difendere le città, sinché saremo ancora in tempo.



Clicca qui per acquistare il libro di Angela Fais

Angela Fais

Angela Fais

Laureata in filosofia del linguaggio alla Sapienza di Roma e Dottoressa in psicologia scrive per varie riviste e collabora con l'Antidiplomatico

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

L'esito catastrofico del vertice di Pechino di Giuseppe Masala L'esito catastrofico del vertice di Pechino

L'esito catastrofico del vertice di Pechino

Ecco il piano israeliano per una nuova (imminente) Nakba a Gaza di Michelangelo Severgnini Ecco il piano israeliano per una nuova (imminente) Nakba a Gaza

Ecco il piano israeliano per una nuova (imminente) Nakba a Gaza

Il turismo culturale in Cina: dall’avere all’essere   Una finestra aperta Il turismo culturale in Cina: dall’avere all’essere

Il turismo culturale in Cina: dall’avere all’essere

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

I fatti di Modena e lo "spettacolo" dei trumpisti italici di Paolo Desogus I fatti di Modena e lo "spettacolo" dei trumpisti italici

I fatti di Modena e lo "spettacolo" dei trumpisti italici

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione di Alessandro Mariani Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

Kiev attacca la centrale nucleare di Zaporizhzhia e Mosca di Marinella Mondaini Kiev attacca la centrale nucleare di Zaporizhzhia e Mosca

Kiev attacca la centrale nucleare di Zaporizhzhia e Mosca

Intorno a Libercomunismo. E' ancora possibile l'utopia? di Giuseppe Giannini Intorno a Libercomunismo. E' ancora possibile l'utopia?

Intorno a Libercomunismo. E' ancora possibile l'utopia?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Coloni israeliani: lo schifo UE di Giorgio Cremaschi Coloni israeliani: lo schifo UE

Coloni israeliani: lo schifo UE

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti