Qalibaf avverte gli USA: "L'era del ricatto è finita"

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A seguito delle recenti ostilità tra Washington e Teheran, il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, ha chiarito che la Repubblica Islamica non farà alcun passo indietro. In un messaggio pubblicato mercoledì su X (ex Twitter), Qalibaf ha denunciato le gravi violazioni del Memorandum d'intesa (MoU) siglato lo scorso 17 giugno tra Iran e Stati Uniti.

Nello specifico, il capo negoziatore iraniano ha puntato il dito contro le violazioni degli accordi nello Stretto di Hormuz, le persistenti minacce di nuovi raid, il ripristino delle sanzioni sul petrolio, i bombardamenti nel sud dell'Iran e la continua aggressione israeliana in Libano. Rivolgendosi direttamente agli Stati Uniti, Qalibaf ha scandito che l'era dell'intimidazione e dell'estorsione è tramontata: "Non siamo il tipo di persone che si ritirano o concedono sconti".

Nel frattempo, con un comunicato rilasciato mercoledì mattina, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha annunciato una prima risposta militare contro l'esercito statunitense, definito "infanticida e terrorista". Teheran ha preso di mira 85 installazioni militari chiave degli Stati Uniti, inclusi il porto di Salman, la Quinta Flotta in Bahrein e la base aerea di Ali al-Salem in Kuwait.

La dura controffensiva delle Guardie Rivoluzionarie segue la nota del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), che aveva confermato i raid contro diverse località nel sud dell'Iran, giustificandoli come ritorsione a presunti attacchi iraniani contro navi mercantili nello Stretto di Hormuz.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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