Reddito di cittadinanza: il M5S colma il gap dell'Italia. Ddl in Senato

La proposta dei 5 Stelle sarà discussa in Parlamento

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Il reddito di cittadinanza: un sostegno economico per chi si trova sotto la soglia di povertà. Uno strumento concreto per combattere l’esclusione sociale, sempre più estesa nel nostro Paese. Se ne parla da tempo. Oggi, uno dei punti forti della campagna elettorale del M5S approda alla Commissione Lavoro del Senato. Qui è iniziata la discussione della proposta di legge, che è stata presentata questa mattina nella conferenza stampa, presieduta da Luigi di Maio, e che è possibile consultare sul blog di Beppe Grillo.

“È una vittoria di tutti noi, - si legge nella nota a firma del M5S Parlamento - che dall'inizio della legislatura non abbiamo mai smesso di credere che fosse possibile portare in Parlamento un provvedimento che per gli altri è solo utopia. Per noi, invece, il reddito di cittadinanza oggi comincia ad essere a portata di mano.
Iniziamo così a colmare il vergognoso gap del nostro Paese: il reddito di cittadinanza, infatti, è presente in tutti i Paesi d'Europa, fatta eccezione per la Grecia, l'Ungheria e appunto l'Italia. Il reddito di cittadinanza è una misura che tutela e restituisce dignità ai cittadini più deboli: è destinato ai disoccupati e a coloro che percepiscono un reddito di lavoro o una pensione inferiori alla soglia di povertà. 
L'importo massimo è di 780 euro mensili a persona (9.360 euro l'anno), che variano a seconda del reddito che già si percepisce e a seconda dei componenti del nucleo familiare. 
La platea che potrà usufruirne ammonta a circa 9 milioni di italiani. 
Ma l'integrazione del reddito non sarà fine a se stessa. Accanto a questa, infatti, prevediamo misure per l’inserimento nel mondo del lavoro e nella società, attraverso specifici percorsi di orientamento, di formazione professionale e di accompagnamento che aiuteranno i disoccupati a rientrare nel mondo del lavoro. 
Finanziare il reddito costa quasi 17 miliardi di euro, che si possono finanziare con l'aumento della tassazione dei giochi d'azzardo, l'aumento delle tasse alle grandi imprese del petrolio e del gas, una vera riduzione dei costi della pubblica amministrazione e dei costi della politica (riduzione delle indennità parlamentari, eliminazione enti inutili, taglio agli affitti della P.A., taglio alle spese di consulenza della P.A., taglio auto blu, taglio alle pensioni d'oro e divieto di pensioni cumulative). 
Il nostro impegno non si ferma al Parlamento italiano. A gennaio 2014 abbiamo presentato una risoluzione al Consiglio d'Europa per introdurre il reddito di cittadinanza universale, garantire a tutti dignità e rafforzare i diritti sanciti nella Carta Sociale Europea. Il testo è stato già sottoscritto da 18 parlamentari di altri 5 Paesi e a settembre prossimo inizierà la discussione”.

L’Unone Europea chiede da tempo, dal 1992 con la Raccomandazione 92/441/CEE, agli Stati membri  di introdurre una qualche forma di reddito minimo  per  “riconoscere, -  sostiene il Consiglio delle comunità europee - nell'ambito d'un dispositivo globale e coerente di lotta all'emarginazione sociale, il diritto fondamentale della persona a risorse e a prestazioni sufficienti per vivere conformemente alla dignità umana”.
Ad oggi solo Italia, Grecia e Ungheria non rispondono al sollecito. 

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