Rivolta degli abitanti di Raqqa contro le forze appoggiate dagli USA

I metodi impiegati dalle milizie curde appoggiate dagli Stati Uniti che occupano i territori nordorientali della Siria hanno fatto sì che la popolazione locale si ribellasse e chiedesse la loro espulsione dalla regione.

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I residenti del villaggio di al-Jarniyeh, situato ad ovest della provincia di Raqqa, nord della Siria, sono scesi in piazza per protestare contro i "reclutamenti forzati e le misure brutali" impiegati dalle milizie curde che controllano l'area, riferisce l'agenzia di stampa iraniana Fars e rialanciato da Sputnik.
 
I manifestanti presumibilmente hanno chiesto alle forze curde di completare il loro ritiro dalla zona.
 
Secondo fonti locali citate da Fars, i civili residenti nel centro di Raqqa sono stati precedentemente attaccati dai miliziani curdi dopo che avevano inscenato una protesta contro la presenza militare statunitense nella regione, con almeno sette manifestanti arrestati durante i tumulti.
 
Inoltre, un certo numero di funzionari e comandanti militari curdi sarebbero stati uccisi a Raqqa in mezzo a ciò che l'agenzia di stampa iraniano ha descritto come "un'intensa rivolta popolare", mentre almeno un miliziano curdo è stato assassinato da sconosciuti nella provincia di Hasakah.
 
Attualmente Damasco considera la città di Raqqa occupata dalle forze statunitensi, in quanto non operano in Siria sotto mandato ONU o invito ufficiale del governo siriano, a differenza della Russia.
 

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