Scorte di armi all'osso dopo l'Iran: il senatore Kelly avverte che gli USA non sono pronti per la Cina

3012
Scorte di armi all'osso dopo l'Iran: il senatore Kelly avverte che gli USA non sono pronti per la Cina

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Il senatore democratico Mark Kelly ha avvertito domenica, in un'intervista alla rete televisiva statunitense CBS, che il recente conflitto con l'Iran ha causato una riduzione "allarmante" delle scorte militari degli Stati Uniti, con dirette ripercussioni sulla prontezza strategica del Paese.

Nel corso della trasmissione Face the Nation, Kelly ha spiegato che i rapporti del Dipartimento della Difesa (Pentagono) indicano un consumo di munizioni superiore al previsto per diversi sistemi critici: missili da crociera Tomahawk, missili ATACMS, intercettori SM-3, e i sistemi di difesa antimissile THAAD e Patriot. "Si può tranquillamente affermare che è scioccante quanto abbiamo dovuto attingere a questi arsenali", ha dichiarato.

Secondo Kelly, questa situazione indebolisce la capacità degli Stati Uniti di affrontare conflitti prolungati, specialmente nell'Indo-Pacifico, con Taiwan menzionata come punto nevralgico della pianificazione strategica. "Il presidente ha trascinato il Paese in questa vicenda senza un obiettivo strategico, senza un piano e senza una tempistica. Di conseguenza, abbiamo sperperato enormi quantità di munizioni. Gli americani sono meno al sicuro, sia in un eventuale conflitto nel Pacifico occidentale con la Cina, sia in qualsiasi altra parte del mondo", ha criticato.

La CBS ha riferito che il conflitto è costato almeno 50 miliardi di dollari e che la ricostituzione di alcuni sistemi d'arma richiederà anni, creando una potenziale falla nelle capacità belliche in caso di guerra prolungata.

Kelly ha aggiunto che la durata di un eventuale scontro con la Cina sarebbe determinante: "Se durasse mesi o anni, ci troveremmo in una posizione ben peggiore rispetto a prima di questa guerra in Iran".

"Qual è il vantaggio per gli americani? Il presidente aveva promesso che non avrebbe iniziato nuove guerre e che avrebbe ridotto i costi. Ha fatto l’esatto contrario: guerra all’Iran e prezzi in continuo aumento", ha condannato.

Sul piano politico, il senatore ha criticato la gestione della crisi e le scelte di politica estera della precedente amministrazione, in particolare il ritiro dall’accordo sul nucleare iraniano del 2015 (Piano d’azione congiunto globale, JCPOA), definendolo un fattore aggravante.

Ha inoltre bocciato l’approccio di bilancio del Pentagono, giudicando "esagerata" la richiesta di 1.500 miliardi di dollari per la difesa, ed espresso scetticismo su progetti come il cosiddetto "Golden Dome", un sistema antimissile. "La fisica di questi sistemi è estremamente complessa. Sono abbastanza certo che spenderemo un sacco di soldi per un sistema che non funzionerà", ha concluso.

Il 28 febbraio, Stati Uniti e Israele hanno lanciato una guerra su larga scala e non provocata contro l’Iran, nella quale sono rimasti uccisi la Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l’ayatollah Seyed Ali Khamenei, alti comandanti militari e centinaia di civili. Secondo la medicina legale iraniana, si contano oltre 3.500 vittime.

Le forze armate iraniane hanno reagito con 100 ondate di attacchi di rappresaglia nell’ambito dell’Operazione True Promise 4, lanciando centinaia di missili balistici e ipersonici, oltre a droni, contro basi statunitensi in Asia occidentale e posizioni israeliane nei territori occupati.

L’Iran ha inoltre inasprito le restrizioni nello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. Le misure sono state rafforzate dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato, all’inizio di aprile, un blocco navale contro navi e porti iraniani, definito illegale da Teheran. Da allora, le forze navali statunitensi hanno ripetutamente attaccato navi mercantili civili.

L’8 aprile è stato raggiunto un cessate il fuoco mediato dal Pakistan, che ha aperto la strada a negoziati basati su un pacchetto di dieci punti proposto dall’Iran. Tuttavia, i successivi colloqui sono falliti a causa, secondo Teheran, di richieste considerate eccessive da parte di Washington.

 

 

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Tempesta perfetta: perché gli USA stanno per implodere di Alessandro Bartoloni Tempesta perfetta: perché gli USA stanno per implodere

Tempesta perfetta: perché gli USA stanno per implodere

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro di Marinella Mondaini Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

I persuasori occulti. Come manipolare le masse occidentali di Giuseppe Giannini I persuasori occulti. Come manipolare le masse occidentali

I persuasori occulti. Come manipolare le masse occidentali

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti