'Vuoi morire da martire o da traditore?'

5224
'Vuoi morire da martire o da traditore?'

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

di Paola di Lullo

È una domenica come tante a Gerusalemme, lo scorso 9 ottobre. Il cielo è sereno, fa ancora caldo, per strada c'è movimento. 

Intorno alle 10,30, un uomo, palestinese, armato, irrompe sulla folla radunata di fronte al quartier generale della polizia israeliana e, correndo verso la stazione della metropolitana di Ammunition Hill, colpisce una donna di 60 anni, Levanah Malichi, che morirà poco dopo in ospedale. 

La corsa dell'uomo prosegue verso un incrocio dall'altra parte della stazione di polizia, dove apre il fuoco contro una donna alla guida della sua auto. Fugge quindi verso Sheikh Jarrah, inseguito dalle forze speciali della polizia israeliana, spara contro di loro, ferendo gravemente il Primo Sergente Yosef Kirme, che morirà poco dopo, ed un suo collega. 



I media israeliani riferiranno che l'uomo ha ferito, in totale, 7 persone e ne ha uccise 2, prima di essere raggiunto ed, a sua volta, ucciso da una pioggia di proiettili.  

Il link del video dell'uccisione del palestinese.

Ma, in questo caso, diversamente dal solito, la polizia israeliana non rilascia alcuna informazione sull'uomo, né il suo nome. Di solito, subito dopo questo tipo di attacchi,  il comunicato stampa israeliano descrive dettagliatamente l'accaduto,  l'identità del killer, il nome del suo villaggio natale e alcuni dati personali. Stavolta, viene, insomma, applicato il cosiddetto "gag order".



Il killer, per la comunità internazionale, il martire, per chi crede nella lotta per la giustizia del popolo palestinese, si chiamava Abu Sbeih, aveva 39 anni ed era di Silwan, un villaggio di Gerusalemme est violentemente assediato dai coloni israeliani che vorrebbero giudaizzarlo, espellendo gli attuali residenti.

Ma torniamo al gag order.

L'ultima volta era stato imposto nel caso di Nasha'at Milhem, il cui padre era un informatore dello Shabak. Milhem, che tentò ad uccidere l'agente dello Shabak che "coordinava" il padre, fu motivato dalla vendetta contro l'agenzia. Il gag order fu applicato per proteggere lo Shabak dall'imbarazzante rivelazione che un familiare di un suo collaboratore aveva preteso vendetta e che dei civili innocenti erano stati uccisi a causa delle azioni di un capo delle spie.

Il caso di Abu Sbeih è diverso. Lo Shabak lo ha scelto come infiltrato, perché appartenente al gruppo Murabitun, un gruppo di attivisti palestinesi nato in risposta alla repressione israeliana contro l'ingresso dei musulmani ad  Haram al Sharif ( letteralmente il Monte del Tempio, meglio conosciuto come la Spianata delle Moschee ). Il Murabitun era il più importante gruppo tra la comunità palestinese e la spina dorsale dell' opposizione. Qualsiasi  agenzia di spionaggio avrebbe voluto "entrare" in questo gruppo. Abu Sbeih è stato il biglietto d'ingresso dello Shabak.



Ma quando si recluta un collaboratore, una spia, lo si espone a gravi pericoli e, molto spesso, si firma la sua condanna a morte. È ciò che è successo in questo caso.

Lo Shabak non ha protetto Abu Sbeih, dopo averlo convinto a diventare un loro informatore,  lo hanno lasciato esposto. L'unica incertezza, per lui, era se sarebbe morto per mano della polizia israeliana o di vendicatori palestinesi.

E qui arriva Hamas. Ben prima di rivendicare l'attentato, aveva  scoperto il ruolo di spia di Abu Sbeih. A quel punto, gli aveva offerto due scelte: morire da traditore o da martire.

Gli aveva anche promesso che se avesse scelto di attaccare gli israeliani lo avrebbero riconosciuto come uno shaheed ed il suo tradimento non sarebbe mai stato menzionato.

L'uomo ha scelto di morire da martire. E, forse, davvero, per una volta, la verità sarebbe dovuta rimanere nascosta.



Fonti : Ma'an News Agency
            Richard Silverstein

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Cina, "l'ordine globale" e la storiella che si inventa l'Occidente di Fabio Massimo Paernti Cina, "l'ordine globale" e la storiella che si inventa l'Occidente

Cina, "l'ordine globale" e la storiella che si inventa l'Occidente

Il lato oscuro (non detto) sul Premio Nobel per la pace 2026 di Francesco Santoianni Il lato oscuro (non detto) sul Premio Nobel per la pace 2026

Il lato oscuro (non detto) sul Premio Nobel per la pace 2026

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro di Marinella Mondaini Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

I persuasori occulti. Come manipolare le masse occidentali di Giuseppe Giannini I persuasori occulti. Come manipolare le masse occidentali

I persuasori occulti. Come manipolare le masse occidentali

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti