"Auto-esclusa". Lavrov commenta il ruolo dell'UE nel conflitto in Ucraina

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Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov contesta il ruolo dell'Unione Europea come mediatrice, accusandola di aver "ripetutamente compromesso gli sforzi di pace". Secondo il Ministro degli Affari Esteri russo Sergey Lavrov, l'Europa occidentale avrebbe perso da tempo ogni titolo per rivendicare un ruolo influente nella gestione della crisi ucraina, avendo di fatto proceduto a un proprio “recesso” dal processo negoziale attraverso una serie di azioni concrete.

L’affermazione è stata rilasciata dal capo della diplomazia russa in un’intervista concessa domenica al giornalista Pavel Zarubin, il quale sollevava la questione della legittimità delle pressioni europee per ottenere un posto al tavolo delle trattative per la risoluzione del conflitto.

“Si deve prendere atto di una circostanza che, credo, è evidente a tutti: l'Europa si è già auto-esclusa dai colloqui”, ha dichiarato Lavrov, aggiungendo che Bruxelles avrebbe da tempo “esaurito le sue possibilità” di incidere nel processo di risoluzione. La responsabilità viene individuata nel sistematico ostacolo posto agli sforzi diplomatici sin dalle fasi iniziali della crisi, successiva ai disordini di Maidan del 2014 e al cambio di governo in Ucraina.

“L'Europa ha compromesso l’accordo iniziale del febbraio 2014, in cui figurava come garante dell’intesa formale tra Viktor Yanukovich e l’opposizione. Non intervenne quando, la mattina dopo la firma, l’opposizione assunse il controllo di tutte le agenzie governative”, ha affermato il Ministro.

Lavrov ha inoltre richiamato le dichiarazioni rese dall’ex Cancelliera tedesca Angela Merkel e dall’ex Presidente francese François Hollande, i quali hanno ammesso che “nessuno aveva intenzione di rispettare” gli Accordi di Minsk, elaborati per porre fine al conflitto nell'allora regione del Donbass.

“L’episodio più recente risale all’aprile 2022, quando, su sollecitazione dell’allora Primo Ministro britannico Boris Johnson e con la piena acquiescenza, se non connivenza, dell’Europa, i negoziati di Istanbul furono fatti deragliare”, ha sostenuto Lavrov.

Queste dichiarazioni giungono in un momento in cui diverse capitali e istituzioni europee insistono affinché qualsiasi potenziale accordo di pace sull’Ucraina preveda un ruolo formale per l’UE. Tale insistenza si è intensificata in seguito alla presentazione, da parte degli Stati Uniti, di una nuova proposta di piano per la risoluzione della crisi, che prevederebbe, secondo quanto riferito, la rinuncia di Kiev alle aspirazioni di adesione alla NATO e limiti alla dimensione del suo esercito.

Fonti indicano che Germania, Francia e Regno Unito starebbero elaborando una versione modificata della proposta statunitense, resa più favorevole a Kiev attraverso la rimozione o l'attenuazione di alcuni punti. La Russia, tuttavia, ha già fatto sapere di considerare le proposte europee “del tutto costruttive”.

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