Boston rialzati subito

I terroristi possono solo rubare per un momento lo stile di vita ed i valori americani

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Guardando alle scene tragiche di Boston alla maratona di lunedì, Thomas Friedman in Bring on the Next Marathon ripercorre un episodio capitatogli nel settembre del 2003, quando un attentato similare suicida di Hamas colpì una via del centro di Tel Aviv. Il Columnist del New Yor Times sottolinea come l'elemento che l'ha colpito maggiormente è stata la reazione del portavoce della polizia dell'epoca, che, intervistato da Friedman, ha dichiarato come “avremo l'intera area pulita in due ore, dalla mattina la fermata dell'autobus sarà riparata e non saprai più che questo fatto sia accaduto”.
Non si sa ancora chi ha responsabilità per l'attentato della maratona di Boston, ma, secondo Friedman, la giusta reazione deve essere propria quella di ripartire immediatamente: lavare il marciapiede, eliminare il sangue e lasciare compiangere i parenti delle vittime, ma poi mandare un messaggio chiaro al terrore, vale a dire che non hanno lasciato nessuna traccia sulla nostra società o sul nostro stile di vita. I terroristi non sono forti abbastanza per farlo e gli Stati Uniti devono tornare alla vita normale quanto prima:  onorare la morte delle vittime di Boston vuol dire santificare e far prevalere i valori americani.
Si deve, certo, onorare e compiangere il ragazzo di otto anni, Martin Richard, al traguardo della maratona aspettando suo papà Bill morto nell'attacco, ma poi la Boylston Street di Boston deve tornare alla vita normale e lasciare che non ci sia più nessun ricordo di quello che il Presidente Obama ha definito “un atto vile e codardo”. 
Il terrorismo sta ponendo una sfida alla società civile americana più seria e difficile dell'Unione sovietica. I terroristi possono rubare solo per un momento i valori statunitensi: il fatto che più colpisce il video dell'attacco è il numero di persone che corrono verso i feriti sfidando possibili attacchi futuri. Fortunatamente, gli Stati Uniti non si fanno spaventare facilmente. Il martedì Boston è ripartita, così come dopo l'11 settembre il paese: ha reagito, trovato Osama bin Laden e, conclude Friedman, la prossima maratona dovrà essere più lunga — da Boston al World Trade Center passando per il Pentagono — per far prevalere il messaggio di fondo: gli Stati Uniti non hanno paura.

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