Diga foranea: Genova accoglierà le navi della NATO?

2361
Diga foranea: Genova accoglierà le navi della NATO?

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Leonardo Sinigaglia

Stanno facendo discutere in questi giorni le parole pronunciate a Primocanale da Carlo de Simone, subcommissario per la realizzazione della diga foranea di Genova, il quale ha definito il progetto come “straordinario” in quanto permetterebbe in casi di crisi lo sbarco di “portaerei leggere, navi NATO e di strumenti e di truppe”. L’infrastruttura, pensata per aumentare il volume dei traffici del porto ligure permettendo l’ingresso sicuro di navi dal maggiore tonnellaggio, avrebbe così un “uso duale”, civile e militare. Con ogni probabilità, queste parole, come quelle analoghe pronunciate riguardo al progetto del ponte sullo stretto di Messina, sono ispirate anche dalla volontà da parte delle forze di governo di rendere le spese per grandi progetti infrastrutturali assimilabili a quelle militari, così da rendere più facile il raggiungimento degli obiettivi di finanziamento alla difesa imposti da Washington all’ultimo vertice NATO.

Non per questo si deve però dimenticare come, materialmente, ogni grande infrastruttura civile abbia potenzialmente un uso militare. A ricordarlo è il deputato genovese in quota Lega Edoardo Rixi, vice ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, che ha in tal modo risposto alle perplessità sollevate da alcuni membri del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle riguardo a questo “uso duale”, che esporrebbe la città di Genova ad attacchi in caso di conflitto internazionale: “Tutte le infrastrutture con una valenza strategica possono avere un doppio uso”, afferma Rixi, e sarebbe quindi ridicolo preoccuparsi per la diga foranea di Genova.

In un certo senso Rixi ha ragione: qualsiasi obiettivo strategico sarebbe un possibile bersaglio in un conflitto tra la NATO e un altro gruppo di paesi, e non c’è nessuna ragione per preoccuparsi specificatamente per la “pericolosità” della diga di Genova. L’Italia è colma di infrastrutture civili e militari che sarebbero colpite in caso di guerra: porti, aeroporti, installazioni radar, comandi militari, depositi di munizioni e finanche di ordigni atomici…La maggior parte di queste non è però sotto controllo italiano, ma americano; non si tratta di elementi che contribuiscono alla difesa e alla sicurezza del paese, ma di strumenti dell’imperialismo di Washington per assoggettare il nostro paese e proiettare più efficacemente l’egemonia verso il Mediterraneo, il mondo arabo e i Balcani. La verità è che, a causa dell’occupazione militare americana e della permanenza all’interno dell’alleanza atlantica, tutta l’Italia, dal Trentino a Lampedusa, dalla Sardegna al Friuli, è a rischio di essere spazzata via in una nuova guerra mondiale.

Le preoccupazioni sollevate dal centrosinistra sono comprensibili, ma ingenue. Il problema non è la diga foranea: il problema è la NATO, il problema sono gli Stati Uniti. Fintanto che l’Italia sarà occupata dalle forze dell’egemonia statunitense, fintanto che l’Occidente collettivo la controllerà e sarà disposto ad utilizzarla come piattaforma per condurre la sua aggressione al resto del mondo, non sarà al sicuro un solo centimetro quadrato del nostro paese.

 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

Il semestre d’oro di Netanyahu di Michelangelo Severgnini Il semestre d’oro di Netanyahu

Il semestre d’oro di Netanyahu

Arrabbiati, indignati e manipolati. Ci pensa l’algoritmo! di Francesco Santoianni Arrabbiati, indignati e manipolati. Ci pensa l’algoritmo!

Arrabbiati, indignati e manipolati. Ci pensa l’algoritmo!

Ucraina, la rivolta delle periferie contro Zelensky di Alessandro Bartoloni Ucraina, la rivolta delle periferie contro Zelensky

Ucraina, la rivolta delle periferie contro Zelensky

Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi di Raffaella Milandri Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi

Elezioni USA: vittorie storiche per i nativi

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Il rischio del processo mediatico di Paolo Arigotti Il rischio del processo mediatico

Il rischio del processo mediatico

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura di Giuseppe Giannini Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura

Il caso delle stanze della tortura in Ucraina. Tra fake e censura

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti