La Cina punta sul turismo: come IVA, visa free e pagamenti digitali facilitano l'acquisto degli stranieri
di Fabio Massimo Parenti* - CGTN
In Cina, si sa, le riforme non si fermano mai, e raramente sono casuali. Dentro la pianificazione a medio e lungo termine - quest'anno è formalmente entrato in vigore il 15° Piano Quinquennale - il sistema-Cina continua ad aggiungere misure operative, micro e macro, per accelerare la trasformazione del Paese verso una maggiore integrazione con l'economia globale. Più interdipendenza e più opportunità, tanto per il mercato interno quanto per quello internazionale.
Un esempio concreto e recente è il rilancio, dal 2025, del sistema di rimborso IVA per i turisti stranieri. Il meccanismo è semplice: acquisti e puoi richiedere subito — o all'uscita dal paese — il rimborso di circa il 10% dell'IVA pagata. Una misura che, in apparenza, sembra puramente tecnica e di servizio, ma che in realtà va letta dentro una strategia più ampia di sostegno alla domanda interna, in un momento in cui Pechino guarda con attenzione ai consumi come motore di crescita.
I dati dei primi nove mesi del 2025 parlano chiaro: il numero di turisti stranieri che hanno richiesto il rimborso IVA è cresciuto del 229,8% su base annua, mentre l'ammontare complessivo dei rimborsi è aumentato del 97,4%. A fine novembre 2025, i punti vendita abilitati al rimborso superavano quota 12mila, di cui oltre 7mila con rimborso immediato all'acquisto. Numeri in forte crescita - da leggere però con la prudenza che i tassi percentuali elevati impongono quando si parte da una base ancora relativamente bassa, come quella post-Covid. Il dato assoluto su volumi e valore della spesa effettiva resta il parametro più robusto per valutare l'impatto reale sulla domanda interna, e su questo il quadro è ancora in costruzione.

Questa misura non agisce da sola. Dal 2023, la Cina ha progressivamente esteso la politica visa-free fino ad esentare oggi 50 paesi, per soggiorni fino a 30 giorni. Una scelta che ha prodotto effetti immediati sui flussi in entrata, e che ha una doppia valenza: economica, stimolando consumi e turismo, e culturale, favorendo scambi e conoscenza reciproca. A completare il quadro, la semplificazione dei pagamenti digitali per i turisti stranieri attraverso Alipay e WeChat Pay che hanno rimosso uno dei principali ostacoli pratici all'esperienza di consumo in Cina - storicamente un paese dove il contante è quasi scomparso prima ancora che molti paesi occidentali ci pensassero.
Il risultato combinato di queste misure è visibile: nel 2024 la Cina ha registrato circa 132 milioni di visite in entrata, includendo anche Hong Kong, Macao e Taiwan. Nel 2025, il numero di arrivi turistici in entrata in Cina ha superato i 150 milioni, con un aumento annuo di oltre il 17%. Sempre nello stesso anno, le autorità cinesi per l’immigrazione hanno registrato 697 milioni di attraversamenti di frontiera, con un aumento del 14,2% su base annua e massimo storico. Di questi, 82,04 milioni hanno riguardato cittadini stranieri, in crescita del 26,4% rispetto all’anno precedente.
Il rimborso IVA agisce dunque su un punto preciso della catena del valore: abbassa il costo effettivo degli acquisti per il visitatore straniero e rende più fluida l'esperienza di consumo. Ma l'effetto non si esaurisce lì. Il turismo viene trasformato in uno strumento di politica economica capace di attrarre domanda esterna e di integrarla nel circuito interno: il visitatore diventa parte attiva di un sistema che sostiene il commercio al dettaglio, i servizi e la logistica.

C'è un elemento spesso trascurato: il sistema riguarda anche prodotti di marchi internazionali presenti nel mercato cinese. Questo significa che genera benefici indiretti anche per operatori esteri - un dettaglio non banale in un momento in cui le relazioni commerciali globali attraversano una fase di tensione e ridefinizione. Il mercato cinese si configura così sempre più come uno spazio in cui prodotti globali trovano accesso diretto a una domanda ampia e concentrata.
Nel 2025, il numero di viaggiatori stranieri che hanno richiesto il rimborso dell'IVA al momento della partenza è aumentato del 305% rispetto all'anno precedente e le vendite di beni eleggibili si sono quasi raddoppiate.
Il rimborso IVA è pertanto è uno degli strumenti che rendono la crescita del turismo più conveniente e strutturalmente sostenibile. Esso va letto come parte di una strategia coerente in grado di trasformare l'afflusso turistico in domanda effettiva, e consolidare il ruolo della Cina come piattaforma di consumo internazionale - un polo capace di assorbire domanda globale mentre operatori e produttori stranieri intercettano una quota di quel mercato attraverso la presenza diretta.
È una traiettoria che trova spazio anche nel 15° Piano Quinquennale – il cui cuore è tuttavia rappresentato da autosufficienza e alta qualità - come componente coerente della più ampia strategia di stimolo ai consumi interni. Il turismo internazionale, in questo caso, è uno degli strumenti e i numeri sembrano confermarlo.

*Fabio Massimo Parenti è professore associato di studi internazionali e Ph.D. in Geopolitica e Geoeconomia


