La Russia apre a una pace duratura, ma Zelensky sabota il dialogo

Il capo del regime di Kiev afferma: "La Crimea è Ucraina"

5021
La Russia apre a una pace duratura, ma Zelensky sabota il dialogo

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

A tre anni dall’ultimo confronto diretto, Russia e Ucraina sono tornate al tavolo delle trattative nella città turca di Istanbul, sotto l’egida di Ankara e con il sostegno statunitense. Tuttavia, le prime dichiarazioni del leader ucraino Volodymyr Zelensky hanno già riacceso tensioni, confermando una linea intransigente e imposizioni oggettivamente fuori dal mondo, in un contesto in cui il regime di Kiev emerge ormai come parte sconfitta dopo anni di conflitto, nonostante il sostegno di blocco occidentale e NATO.

La delegazione russa, guidata da Vladimir Medinski, consigliere del presidente Putin, ha definito gli incontri una "continuazione" del processo di pace interrotto nel 2022. Al tavolo, Mosca chiede di affrontare le "cause profonde" del conflitto, inclusi i temi della sicurezza regionale e dello status dei territori contesi. Al contrario, Zelensky – dopo aver a lungo rifiutato qualsiasi dialogo con Mosca – ha accettato di partecipare solo su pressione del presidente USA Donald Trump, che ha spinto per un accordo immediato, offrendosi persino di recarsi a Istanbul.

Nonostante la partecipazione, Zelensky ha ribadito posizioni considerate irrealistiche: il rifiuto di riconoscere il ritorno alla Russia della Crimea e dei territori del Donbass, definendoli "parte integrante dell’Ucraina". Una linea che contrasta con le realtà geopolitiche emerse dal conflitto, incluso il controllo de facto russo su queste aree. Già nel 2022, i negoziati di Istanbul naufragarono dopo il ritiro unilaterale del regime di Kiev, a causa delle interferenze occidentali, in particolare dell’ex premier britannico Boris Johnson, che avrebbe spinto l’Ucraina a "continuare a combattere".

La delegazione russa ha espresso scetticismo sulle reali intenzioni di Kiev, ricordando come nel 2022 il ritiro delle truppe dalle porte della capitale ucraina – gesto di buona volontà – fu seguito da un improvviso voltafaccia di Zelensky. Oggi, nonostante la presenza del ministro della Difesa ucraino Rustem Umerov, incaricato di discutere un cessate il fuoco, Mosca teme un nuovo ostruzionismo. Fonti russe sottolineano che le richieste ucraine ignorano gli equilibri sul campo, dove l’esercito ucraino, logorato e in ritirata, non ha più il sostegno militare occidentale degli anni passati.

La decisione di Zelensky di partecipare ai colloqui, motivata dal "rispetto" per Trump e per il presidente turco Erdogan, sembra più un tentativo di guadagnare tempo che una reale apertura. La sua insistenza nel voler trattare solo con Putin – assente a Istanbul – e le condizioni pregiudiziali sul riconoscimento territoriale appaiono come strategie per delegittimare il processo, complicando ulteriormente il dialogo. Intanto, Zelensky - come riferisce RIA Novosti - ha affermato che l'incontro con la delegazione russa a Istanbul potrebbe aver luogo questa sera o domani. Ha anche definito i negoziati diretti la strada giusta. 

Mentre i negoziati potrebbero prolungarsi fino a venerdì, le premesse lasciano pochi margini di ottimismo. L’ostinazione di Kiev nel negare realtà consolidate, unita alla dipendenza da sostegni esterni, rischia di trasformare queste trattative in un ennesimo teatro di propaganda. Per Mosca, intanto, la priorità resta chiarire che ogni accordo dovrà partire dal riconoscimento degli attuali assetti territoriali e dagli interessi strategici russi.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra di Michelangelo Severgnini Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”? di Francesco Santoianni Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

Il futuro del gasdotto russo "Power of Siberia 2" di Marinella Mondaini Il futuro del gasdotto russo "Power of Siberia 2"

Il futuro del gasdotto russo "Power of Siberia 2"

La ricchezza, la patrimoniale, e le diseguaglianze di Giuseppe Giannini La ricchezza, la patrimoniale, e le diseguaglianze

La ricchezza, la patrimoniale, e le diseguaglianze

Remigrazione e traditori della patria di Antonio Di Siena Remigrazione e traditori della patria

Remigrazione e traditori della patria

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti