La Spagna nel mirino di Trump: si profila un embargo?
Le tensioni tra Washington e Madrid si aggravano. Il presidente statunitense Donald Trump ha rilanciato il suo duro attacco contro la Spagna, arrivando a chiedere pubblicamente la sospensione totale delle relazioni commerciali con il Paese iberico. "Non vogliamo più fare affari con la Spagna. Tagliate tutto il commercio, comprese le visite", ha dichiarato, definendo Madrid un "pessimo alleato" all'interno della NATO. Sebbene, secondo gli esperti, il quadro giuridico statunitense non consenta al momento di imporre un embargo contro la Spagna - che non è considerata una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti né si trova in stato di guerra con Washington - l'amministrazione statunitense starebbe comunque valutando misure restrittive.
Secondo quanto riferito da funzionari citati dal Wall Street Journal, il Dipartimento del Tesoro presenterà nei prossimi giorni a Trump un elenco di prodotti spagnoli che potrebbero essere colpiti da limitazioni commerciali. L'ipotesi appare ancora più significativa considerando che il saldo degli scambi bilaterali è favorevole agli Stati Uniti. Nel 2025 Washington ha esportato in Spagna beni per oltre 26,5 miliardi di dollari, a fronte di importazioni pari a circa 21,3 miliardi. Alla base dello scontro vi sono soprattutto le divergenze sulla NATO e sulla politica estera. Trump accusa da tempo Madrid di non contribuire adeguatamente alle spese dell'Alleanza Atlantica e ha criticato il rifiuto del governo di Pedro Sánchez di aderire all'obiettivo del 5% del PIL destinato alla difesa entro il 2035.
Le relazioni si erano già deteriorate nei mesi scorsi, quando la Spagna aveva negato agli Stati Uniti l'utilizzo di due basi militari per operazioni legate all'escalation bellica contro l’Iran. Successivamente, il governo Sánchez aveva inoltre definito "illegali" gli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran, ricevendo il sostegno dell'Unione Europea.
Le nuove dichiarazioni di Trump segnano un ulteriore irrigidimento dei rapporti transatlantici e aprono la prospettiva di nuove frizioni commerciali tra Stati Uniti e uno dei principali partner europei, mentre resta aperto il confronto sul futuro della NATO e sulla ripartizione degli oneri all'interno dell'Alleanza.
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