Le falsità degli Stati Uniti sulla Cina – Parte 2: la nuova Guerra Fredda

4393
Le falsità degli Stati Uniti sulla Cina – Parte 2: la nuova Guerra Fredda

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

di Giulio Chinappi

 

Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese ha pubblicato un documento dal titolo “Reality Check: Falsehoods in US Perceptions of China“, nel quale si elencano alcune falsità che la propaganda statunitense diffonde sul conto della Cina. Di seguito l’analisi della seconda menzogna anticinese.

 

Parte 1: l’ordine mondiale a guida USA

 

Falsità 2: gli Stati Uniti non cercano un conflitto o una nuova Guerra Fredda. Non cercano di sottrarre la Cina al suo ruolo di grande potenza, né di impedire alla Cina di far crescere la sua economia o promuovere gli interessi del suo popolo.

Realtà: nonostante le sue affermazioni di non cercare di sottrarre la Cina al suo ruolo di grande potenza, né di impedirle di far crescere la sua economia, gli Stati Uniti stanno in realtà dispiegando le proprie risorse interne ed esterne per contenere e sopprimere senza scrupoli la Cina.

? Senza produrre alcuna prova credibile, il governo degli Stati Uniti usa la sicurezza nazionale come pretesto generico e tutto il suo apparato per sopprimere e sanzionare in modo arbitrario Huawei, limitando l’ingresso dei suoi prodotti nel mercato statunitense, interrompendo il suo accesso ai chip e al sistema operativo, e costringendo i Paesi di tutto il mondo ad escludere Huawei dal lancio del 5G. Gli Stati Uniti hanno anche orchestrato e fatto pressioni sul Canada affinché detenesse il CFO di Huawei per quasi tre anni senza motivo.

? In violazione del principio della concorrenza leale, dell’economia di mercato e delle regole del commercio internazionale, gli Stati Uniti cercano di ostacolare le aziende hi-tech cinesi competitive attraverso ogni tipo di accuse inventate. Ad oggi, hanno inserito oltre 1.000 aziende cinesi in vari elenchi di sanzioni, hanno sottoposto la biotecnologia e le tecnologie di intelligenza artificiale a controlli rafforzati sulle esportazioni e a una rigorosa revisione degli investimenti, e hanno cercato di vietare le piattaforme di social media cinesi tra cui TikTok e WeChat.

? Con il pretesto di proteggere i diritti umani, gli Stati Uniti hanno fabbricato disinformazione e fake news sullo Xinjiang, come l’esistenza del ”lavoro forzato”, e, sulla base di tali storie infondate, hanno adottato l’Uyghur Forced Labor Prevention Act che prende di mira maliziosamente la concorrenza dello Xinjiang su cotone, pomodori e solare fotovoltaico per contenere la crescita cinese. Ciò ha interrotto l’ordine commerciale internazionale e destabilizzato le catene industriali e di approvvigionamento globali.

? La precedente amministrazione statunitense, in grave violazione delle regole dell’OMC, ha condotto una massiccia guerra commerciale contro la Cina. Sulla base della propria indagine della Sezione 301, ha imposto tre round di tariffe elevate su circa 360 miliardi di dollari USA di importazioni cinesi. Nel settembre 2021, l’attuale amministrazione statunitense ha avviato un’indagine della sezione 232 per determinare gli effetti sulla sicurezza nazionale degli Stati Uniti dalle importazioni di magneti permanenti al neodimio-ferro-boro in un momento in cui i prezzi delle materie prime globali si aggiravano a livelli elevati.

? Gli Stati Uniti hanno un record di gravi interferenze negli affari interni della Cina su questioni riguardanti gli interessi fondamentali della Cina, tra cui Taiwan, Xinjiang, Tibet e Hong Kong. Cercano di minare la sicurezza e la stabilità della Cina, sia apertamente che di nascosto, tollerando e sostenendo le attività separatiste.

? Le proposte di legge sull’innovazione bipartisan in discussione al Congresso degli Stati Uniti, pur dichiarando di rafforzare la competitività degli Stati Uniti, vedono la Cina come un rivale percepito. “Cina” compare più di 800 volte nel testo, ricco di disposizioni che vanno a scapito degli interessi della Cina.

? Nel tentativo di mantenere il proprio potere e il predominio nelle istituzioni internazionali, gli Stati Uniti hanno tentato di diffamare e bloccare la visione di costruire una comunità con un futuro condiviso per l’umanità e l’iniziativa di far avanzare la cooperazione Belt and Road, tra gli altri, in sedi multilaterali e anche per rimuovere i riferimenti ad essi nelle Nazioni Unite e in altri documenti internazionali.

? Aggrappandosi alla mentalità della Guerra Fredda e alla logica dell’egemonia, gli Stati Uniti perseguono la politica del blocco, inventano la narrativa “democrazia contro autoritarismo”, persuadendo altri Paesi a formare cricche esclusive, rafforzando i Five Eyes, istituendo il meccanismo Quad, componendo l’AUKUS insieme con il Regno Unito e Australia e intensificando le alleanze militari bilaterali, in un chiaro tentativo di contrastare la Cina.

? Gli Stati Uniti spingono la NATO a inserirsi negli affari dell’Asia-Pacifico, a sostenere la narrativa della “minaccia cinese” nel nuovo concetto strategico di blocco e a includere nel suo vertice di Madrid alleati degli Stati Uniti nell’Asia-Pacifico come il Giappone, la Repubblica di Corea e l’Australia, nel tentativo di costruire una “versione Asia-Pacifico della NATO”, che interromperebbe la sicurezza e la stabilità nella regione Asia-Pacifico.

? Lo sviluppo delle relazioni da stato a stato dovrebbe essere basato sull’uguaglianza, sul rispetto reciproco e sui risultati vantaggiosi per tutti. Le relazioni Cina-USA hanno raggiunto un importante bivio. Gli Stati Uniti dovrebbero smettere di vedere questa relazione attraverso una guerra fredda, una mentalità a somma zero, seguire i tre principi del rispetto reciproco, della coesistenza pacifica e della cooperazione vantaggiosa per tutti e riflettere nella loro azione le cinque assicurazioni che hanno fatto alla Cina (cioè gli Stati Uniti non cercano una nuova Guerra Fredda con la Cina, gli Stati Uniti non cercano di cambiare il sistema cinese, il rilancio delle alleanze statunitensi non è contro la Cina, gli Stati Uniti non supportano “l’indipendenza di Taiwan” e gli Stati Uniti non cercano un conflitto con la Cina).

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

Il semestre d’oro di Netanyahu di Michelangelo Severgnini Il semestre d’oro di Netanyahu

Il semestre d’oro di Netanyahu

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà   Una finestra aperta Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni di Francesco Santoianni Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Il rischio del processo mediatico di Paolo Arigotti Il rischio del processo mediatico

Il rischio del processo mediatico

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it" di Geraldina Colotti Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti