Per i media italici di regime le stragi ukro-naziste vanno scientemente ignorate

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Per i media italici di regime le stragi ukro-naziste vanno scientemente ignorate


di Fabrizio Poggi

Furfanti, carogne! Per l'ennesima e millemillesima volta i farabutti dei giornalacci di regime si dimostrano per quello che sono: servi delle cancellerie di guerra euroatlantiche, anche nei momenti in cui un minimo coinvolgimento morale alle tragedie belliche richiederebbe altre impostazioni. Invece nulla. Mascalzoni! Complice, se così si può dire, la sciagura verificatasi in Svizzera, il massacro scientemente provocato dai terroristi ucraini a Khorly, nella parte della regione di Kherson controllata dalle forze russe, è rimasto pressoché o totalmente (a seconda delle testate) ignorato: volutamente. Ventiquattro persone – intanto il numero dei morti è salito a ventisette, tra cui due bambini - assassinate allo scoccare del 1 gennaio in un ritrovo della località turistica sul mar Nero, con l'impiego di tre droni, di cui uno armato di miscela incendiaria. Oltre cinquanta persone sono rimaste ferite. I terroristi di Kiev, ha dichiarato il governatore della regione, Vladimir Sal'do, «hanno usato le stesse miscele per bruciare i nostri campi quest'estate. Ora hanno deliberatamente bruciato persone». 
Come da copione, fonti ucraine si sono date a giustificare il massacro, sostenendo che nel locale fossero presenti "collaborazionisti" e funzionari russi. Il problema è che la parte russa non ha mai dimostrato una risposta rapida e decisa alle azioni terroristiche dell'Ucraina, dichiara il politologo Marat Baširov: i deputati della Rada continuano a sedere comodamente a Kiev, «l'élite di Bandera banchetta in ristoranti e palazzi, e persino il colpevole della “Khatyn" [il piccolo villaggio bielorusso in cui il 22 marzo 1943 i nazisti bruciarono vivi tutti i 149 abitanti] di Odessa, Andriy Parubij, è stato eliminato solamente da un vendicatore casuale... Hanno bombardato il Cremlino con i droni, ucciso generali, attaccato strateghi nucleari, affondato navi, bruciato il terminal petrolifero dei nostri partner a Novorossijsk, cercato di bombardare la residenza di Valdaj e ora Khorly... Una serie di attacchi su obiettivi simbolo da parte di ucraini e inglesi, e noi? Abbiamo risposto con post di Zakharova e Medvedev ... Di questi tempi la vendetta va servita calda».
Poi, il 1 gennaio, un altro drone, sempre nella regione di Kherson, ha colpito un'auto con a bordo una famiglia: nonno, nonna, la figlia adulta e suo figlio di 5 anni; il bambino è morto e tutti gli adulti sono rimasti feriti.
Dove sono ora le giuste lamentazioni del signor Paolo Mieli, che il 31 dicembre, sul Corriere della Sera, lacrimava che «E quattro. Per il quarto Capodanno consecutivo stasera pioveranno bombe sui civili ucraini»? I droni ucraini sui civili di Khorly, che fossero uomini, donne e ragazzi di nazionalità ucraina o russa, non suscitano la stessa compassione dalle parti di via Solferino? Pare di no; così che si titola di un «Capodanno tra le bombe in Ucraina», mentre pare che la «Strage di civili a Kherson» non sia altro che un'affermazione di Mosca, senza che ve ne sia riscontro nelle redazioni milanesi.

Alla stregua, insomma, di quanto smarronato il 31 dicembre dal signor Paolo Valentino, sempre sul Corsera, sul «presunto attacco a Putin». Insomma, blaterava due giorni fa l'articolista, coi droni sul Valdaj saremmo di fronte nient'altro che a una edizione contemporanea da «scenario del Reichstag». Anzi peggio, perché «nel febbraio 1933 l’incendio del Parlamento tedesco, che innescò la reazione nazista e aprì la strada alla dittatura, lo videro tutti... Mentre qui, i droni contro la residenza di Vladimir Putin sul Lago Valdai, nella regione di Novgorod, non li ha visti nessuno». Falsari dell'inchiostro.

Oggi invece, mentre a La Stampa si ignora completamente il massacro sulle rive del mar Nero, il Corsera relega in sedicesima pagina le sue “notizie” ucraine e gli ineffabili articolisti scarabocchiano che è solo la Russia ad aver «accusato Kiev di avere attaccato un hotel dove si festeggiava il Capodanno nella regione occupata di Kherson, causando vittime civili, tra i quali anche un bambino. Allo stesso tempo, il presidente Zelensky imputa al Cremlino la responsabilità di attacchi indiscriminati ai danni delle infrastrutture civili e in particolare, per l’ennesima volta, contro il sistema di produzione e distribuzione dell’energia». 

Filibustieri della carta stampata! Nemmeno un attimo di compassione per le vittime del terrorismo banderista contro intere famiglie, mantre si assicura che «La strategia di Mosca è la stessa degli ultimi tre anni: terrorizzare, paralizzare l’economia, spingere la popolazione a premere su Zelensky affinché accetti qualsiasi diktat di Mosca». Ventisette civili assassinati, ma al Corsera fanno fede le omelie di Zelenskij che «Con il nuovo anno la Russia rilancia la guerra in modo deliberato. Sono stati lanciati oltre 200 droni contro il nostro Paese nella sola notte di Capodanno», mentre invece, per le vittime a Khorly, a parlarne sarebbe solo «Vladimir Saldo, il governatore imposto con la forza dalle autorità di occupazione a Kherson dopo l’inizio dell’invasione del 2022. A suo dire, almeno tre droni ucraini avrebbero centrato in modo «deliberato» un hotel con l’adiacente bar nel villaggio costiero di Khorly». Disonesti! “A suo dire”, scrivono: come dire che a Milano se ne fregano delle informazioni e quello che viene affermato e confermato oltre il “confine della NATO” è solamente un improbabile “a suo dire”, senza alcuna prova. Da Kiev solo parole sante; mentre da Moskva il massimo che ci si possa attendere è appena un “a suo dire” o, al massimo, che «Il ministero degli Esteri a Mosca parla di 24 morti e una cinquantina di feriti. Kiev per il momento non replica». Come dire: là, oltre “confine NATO” - e già così è chiaro che non gli si possa dar credito – si «parla di 24 morti», ma Kiev non dice nulla e quindi è una “false flag” russa; nulla di più.

D'altronde, dicono sia così anche per l'attacco coi droni alla residenza del presidente russo: «La Cia smentisce la Russia: “Nessun attacco ucraino alla residenza di Putin”... Secondo il Wall Street Journal e la Cnn, è questa la ricostruzione della Cia» e il SZRU (intelligence estera golpista) assicura trattarsi di «un’operazione di disinformazione» russa. Corriere della Sera, CNN, Repubblica, CIA, SZRU: fonti tra le più “imparziali” se mai ce ne siano al mondo; vorremmo dire, quasi al pari dei tribunali dell'inquisizione spagnola. 
Così, su Repubblica, cos'altro aspettarsi se non che, scritto a grandi caratteri, c'è stato un «massiccio attacco di droni russi» su Zaporož'e; mentre, a proposito della strage di Khorly fanno testo le “sacrosante” parole dello Stato Maggiore nazi-golpista, secondo cui "Le Forze di difesa ucraine aderiscono alle norme del diritto internazionale umanitario e colpiscono esclusivamente obiettivi militari nemici”. E dio sia lodato. Poi, ancora a caratteri in grassetto “La Russia sta apertamente militarizzando i bambini”, che, detto da chi, sin dal 2015, ha affidato ai bravi dei battaglioni nazisti l'organizzazione di colonie estive in cui si insegna ai più piccoli a imbracciare un'arma, suona quantomeno singolare. 

Ora, a proposito della CIA che «smentisce la Russia» sull'attacco al Valdaj, appaiono interessanti un paio di osservazioni su Moskovskij Komsomolets. Le presunte "prove" che non si sarebbe trattato di un attacco alla residenza presidenziale, compaiono sul Wall Street Journal e sembra trattarsi di informazioni da fonti anonime, secondo cui «La CIA ha stabilito che l'Ucraina ha tentato di colpire un obiettivo militare situato nella stessa regione della residenza di Putin, ma non nelle vicinanze». Due punti, scrive Aleksej Lušnikov, meritano di essere sottolineati. In primo luogo, la CIA è praticamente l'unica struttura governativa americana che, dall'elezione di Trump, non solo non ha ridotto, ma ha addirittura aumentato il sostegno all'Ucraina. Nello specifico, è la CIA a supportare gli attacchi dei droni ucraini contro le raffinerie russe, passando a Kiev informazioni su attrezzature particolarmente vulnerabili da colpire. Quando gli attacchi ucraini alle raffinerie hanno iniziato a dare risultati, “Ratcliffe ne ha discusso con Trump. Il presidente sembrava ascoltarlo. Spesso giocavano a golf insieme la domenica", scrive il New York Times. Questa, dice Lušnikov, è esattamente la credibilità del giornale: cita informazioni di una fonte e poi spiega che la fonte potrebbe avere interessi personali e, quindi, essere di parte.

In secondo luogo, per qualche ragione, le fonti della CIA non rivelano quale fosse la misteriosa struttura, “l'obiettivo militare” citato dal WSJ, che ha richiesto un attacco attentamente pianificato con 92 droni. Lo “rivela” - quantomeno lo dice - l'ex consigliere presidenziale ucraino Aleksej Arestovic: non si tratta, dice, semplicemente di una residenza; è una «struttura speciale della Federazione Russa, progettata per comandare le forze armate in caso di guerra nucleare. In altre parole, il significato è lo stesso di un attacco all'Air Force One, l'aereo presidenziale USA. È un attacco al sancta sanctorum. E secondo la dottrina nucleare russa, e la dottrina di qualsiasi stato dotato di armi nucleari, questo è un pretesto per una risposta nucleare».

Ma, anche in questo caso, per i fogliacci guerrafondai che ammorbano l'aria coi loro miasmi di putrefazione, si tratta probabilmente di un “a suo dire”, mentre la “verità” non va al di là dei “confini della NATO”. Farabutti della decima bolgia dantesca.

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https://politnavigator.news/dootvechalis-postami-zakharovojj-i-medvedeva-pod-khersonom-povtorilas-tragediya-odesskogo-doma-profsoyuzov.html

 

Fabrizio Poggi

Fabrizio Poggi

Ha collaborato con “Novoe Vremja” (“Tempi nuovi”), Radio Mosca, “il manifesto”, “Avvenimenti”, “Liberazione”. Oggi scrive per L’Antidiplomatico, Contropiano e la rivista Nuova Unità.  Autore di "Falsi storici" (L.A.D Gruppo editoriale)

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