RIA Novosti: Yermak intende lasciare l'Ucraina e chiedere asilo ad Israele

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RIA Novosti: Yermak intende lasciare l'Ucraina e chiedere asilo ad Israele

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L’ex capo dell’ufficio presidenziale di Volodymyr Zelensky, Andriy Yermak, avrebbe in programma di lasciare l’Ucraina. È quanto riferito all’agenzia di stampa russa RIA Novosti da fonti dei servizi di sicurezza della Federazione. Secondo le stesse informazioni, sarebbero già in corso negoziati per ottenere asilo in Israele o in Canada.

La notizia giunge nel pieno di un vortice giudiziario che ha travolto l’ex alto funzionario. Nel corso di questa settimana, Yermak è stato formalmente accusato di riciclaggio di denaro per un ammontare superiore a 460 milioni di grivnie (circa 11 milioni di euro al cambio attuale), presuntamente legato alla costruzione di complessi residenziali di lusso nella regione di Kiev. In seguito a tali contestazioni, un tribunale ucraino ha disposto il sequestro dei beni riconducibili all’indagato.

L’Ufficio della Procura specializzata anticorruzione ha annunciato che chiederà formalmente l’arresto di Yermak. Parallelamente, il Bureau Nazionale Anticorruzione dell’Ucraina (NABU) e la Procura Specializzata Anticorruzione (SAPO) hanno reso noto che altre sei persone sono state nominate imputate nell’ambito dello stesso procedimento o di filoni collegati. I nomi non sono stati divulgati, ma secondo il portale ucraino Strana.ua, tra questi figurerebbe l’ex vice primo ministro Oleksiy Chernyshov, accusato in un altro caso di corruzione. Nella lista degli indagati sarebbe presente anche un imprenditore legato al cosiddetto “Mindichgate”, verosimilmente Timur Mindich, noto come amico e collaboratore di Volodymyr Zelensky.

Yermak era stato rimosso dalla carica lo scorso novembre, all’indomani di uno scandalo legato alla corruzione nel settore energetico ucraino. Da allora, la sua posizione è apparsa sempre più fragile nel panorama politico di Kiev.

Né Yermak né i suoi legali hanno ancora commentato ufficialmente le notizie diffuse da RIA Novosti. Al momento, non vi è alcuna conferma indipendente circa l’esistenza di trattative per un eventuale asilo all’estero.

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