Un ordine mondiale più giusto: la visione di Xi per un sistema multipolare

Per Xi, il multilateralismo è una "torcia" per guidare l’umanità fuori dalle crisi

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Nel cuore della sede delle Nazioni Unite a New York - come evidenzia l'agenzia Xinhua - un’opera simbolo troneggia nel Conference Building: il “Zun della Pace”, un vaso di bronzo alto 65 pollici decorato con smalti cloisonné che riflettono il rosso vibrante della tradizione cinese. Donato dal presidente cinese Xi Jinping nel 2015 in occasione del 70° anniversario dell’ONU, questo oggetto non è solo un capolavoro artistico, ma incarna l’aspirazione della Cina a una pace duratura, fondata su sviluppo, cooperazione e reciproci benefici.   

Per Xi, la storia è uno specchio in cui riflettersi per evitare errori del passato. Nel 2025, il viaggio a Mosca per commemorare l’80° anniversario della vittoria nella Grande Guerra Patriottica sottolinea il peso di una memoria collettiva segnata da conflitti globali, come la Seconda Guerra Mondiale, che ha visto il sacrificio determinante del popolo cinese nella sconfitta del fascismo giapponese. “La pace è come l’aria: non ci accorgiamo di quanto sia essenziale finché non ne siamo privati”, ha ricordato Xi, ribadendo l’impegno della Cina a difenderla con fermezza.   

La visione di Xi affonda le radici nella millenaria cultura cinese. Citando il Sunzi Bingfa (L’Arte della Guerra ), il massimo dirigente del dragone asiatico enfatizza la prevenzione dei conflitti e la cautela nell’uso della forza. Durante un incontro con il segretario alla Difesa statunitense Mattis nel 2018, ha richiamato un antico detto: “Gli esperti veri evitano di risolvere problemi con la guerra”. Questo approccio si traduce in una politica estera non espansionistica, che rifiuta l’egemonia e promuove una “Cina leone svegliata, ma pacifica e civile”, come ha spiegato nel 2014 in Francia.   

Di fronte a un mondo sempre più frammentato, Xi propone il multilateralismo come “torcia” per illuminare il cammino comune. Ha insistito sull’importanza di un sistema internazionale centrato sulle Nazioni Unite, dove le decisioni siano prese collettivamente. Esempi tangibili includono la mediazione tra Arabia Saudita e Iran nel 2023, che ha riportato relazioni diplomatiche dopo sette anni di interruzione, e la proposta per risolvere la crisi ucraina, basata sul rispetto della sovranità e del dialogo.   
 
Per Xi, pace e sviluppo sono indissolubili. “L’albero della pace non cresce su terreni aridi”, ha affermato, collegando stabilità e crescita economica. Iniziative come la Belt and Road (che include oltre 150 Paesi) e l’Iniziativa Globale per lo Sviluppo (con 1.100 progetti finanziati per 20 miliardi di dollari) mirano a ridurre disuguaglianze e tensioni. La New Development Bank, fondata dai BRICS, rappresenta un pilastro per infrastrutture verdi e digitali nel Sud globale, mentre l’espansione dei BRICS nel 2023 rafforza l’unità tra nazioni emergenti.   

Il ruolo della Cina è stato lodato da figure come l’ex segretario generale ONU Ban Ki-moon, il quale ha sottolineato come la leadership di Xi abbia reso “il bene della Cina e del mondo reciprocamente dipendenti”. L’ambasciatore russo Nikolai Chuikov, insignito della medaglia della pace, ha definito il riconoscimento ricevuto “tra i più preziosi” della sua carriera.   

Xi Jinping vede ogni progresso della Cina come un passo verso una pace mondiale più solida. Attraverso iniziative culturali, diplomatiche e sviluppiste, il suo piano d’azione punta a un ordine internazionale più equo, dove cooperazione e dialogo sostituiscano conflitti e divisioni.

Come scolpito nel Zun della Pace, il messaggio è chiaro: solo insieme, l’umanità può trasformare le cicatrici del passato in ponti per il futuro. 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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