Insostenibile non è il debito ma la mancata crescita

Una risposta a tutti coloro che ritengono di dover eliminare i programmi del Welfare americano

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Insostenibile non è il debito ma la mancata crescita

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In One trillion dollar, Krugman entra nuovamente nel dibattito sulla presunta crisi del debito in America, rispondendo a tutti coloro che sottolineano come un deficit da oltre un trilione di dollari sia insostenibile ed il paese non può più sostenere programmi di Welfare come Social Security, Medicare e Medicaid. 
L'economista americano ammette che gli Stati Uniti abbiano un problema di lungo periodo in termini di debito - per l'invecchiamento della popolazione ed i costi crescenti della sanità – m sottolinea come il deficit attuale rifletta lo stato depresso dell'economia. Ed è da quel punto di vista che le autorità politiche incaricate dovrebbero intervenire, evitando misure recessive che, per diminuire il debito, impediscono al paese di riprendere il sentiero della crescita.
Krugman compie un interessante parallelo con l'era Clinton, sottolineando come all'inizio della sua amministrazione il debito federale fosse anche più alto, ma si è ridotto in modo drastico grazie al notevole tasso di crescita di quegli anni. Prendendo a riferimento le previsioni attuali su crescita futura ed inflazione, oggi l'andatura del debito sarebbe stabile o in declino rispetto al Pil anche se avessimo 400 miliardi di deficit. I restanti 600 miliardi dipendono quindi esclusivamente dallo stato depresso dell'economia. Per diversi ragioni anche intuitive: la debolezza dell'economia significa minori entrate in termini di tasse ed è stimato che la piena ripresa economica accrescerebbe di 450 miliardi di dollari il budget federale. Inoltre, lo stato depresso dell'economia, ha aumentato le spese per lo stato in termini di sussidi alla disoccupazione e maggiore erogazione dei programmi del Welfare. Una stima ragionevole è che la ripresa ridurrà la spesa federale in questi programmi di almeno 150 miliardi di dollari. Il deficit da un trillione di dollaro quindi non è il segnale di un livello insostenibile delle finanze: parte del deficit è infatti sostenibile se il resto fosse supportato dalla ripresa della crescita. 
I dati attuali dell'economia americana - settore immobiliare in ripresa, debito dei consumatori in rapida diminuzione, maggiore occupazione nelle giovani generazioni -sono indicatori che la ripresa economica sarebbe prossima, se non ci fosse da considerare il rischio che rappresenta il partito repubblicano e coloro che insistono sull'insostenibilità del debito americano. Per concludere, Krugman invita un messaggio diretto al lettore di andare oltre il dibatto attuale sul deficit e smascherare il vero intento di chi lo porta avanti: 
spaventare la politica e costringerla ad interrompere i programmi per proteggere poveri e classe media americana dalla crisi. 

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