L'atomica di Israele e il "rischio Dimona" | Intervista all'Amb. Alberto Bradanini (VIDEO)

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L'atomica di Israele e il "rischio Dimona" | Intervista all'Amb. Alberto Bradanini (VIDEO)

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In un nuovo confronto con Loretta Napoleoni,l’Ambasciatore Alberto Bradanini parte da un dato di fatto spesso ignorato dal dibattito pubblico: l'Iran è un membro del Trattato di Non Proliferazione (TNP). Il Paese è stato costantemente sottoposto alle ispezioni dell'AIEA (l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica), senza che sia mai stata trovata una prova definitiva di una deviazione del nucleare civile verso scopi militari.

L'Ambasciatore ricorda poi con amarezza il destino del JCPOA, l'accordo del 2015 che avrebbe potuto normalizzare i rapporti tra Iran e Occidente. Bradanini punta il dito contro il cosiddetto "Stato Profondo" americano e le pressioni israeliane, che avrebbero spinto l'amministrazione Trump a stracciare un trattato che l'Iran stava onorando, sabotando così una storica opportunità di pace e di apertura economica.

Perché, dunque, questa spinta verso il conflitto? Secondo l'analisi di Bradanini, la posta in gioco è doppia:

Per gli Stati Uniti: Si tratta di una questione di risorse energetiche. L'Iran possiede riserve combinate di gas e petrolio che lo rendono il primo gigante al mondo. Mettere le mani su queste risorse, o quantomeno sottrarle all'asse Russia-Cina, è l'obiettivo strategico di Washington per mantenere l'egemonia globale.

Per Israele: L'obiettivo è la frammentazione. Bradanini spiega come Israele veda in ogni nazione araba o persiana stabile un potenziale pericolo. La strategia sarebbe quella di ridurre l'area a un insieme di "piccoli staterelli" in lotta tra loro (sul modello della ex Jugoslavia), rendendoli incapaci di opporsi ai piani di espansione territoriale in Cisgiordania e a Gaza.

Il punto più intenso dell'intervista riguarda il rischio di un incidente nucleare e l'"opzione Dimona"

Queste le parole dell'Ambasciatore. 

Buona visione:  

Loretta  Napoleoni

Loretta Napoleoni

 

*Economista di fama internazionale. Ha insegnato alla Judge Business Schools di Cambridge e nel 2009 è stata invitata come relatrice alla Ted Conference sui temi del terrorismo. Nel 2005 ha presieduto il gruppo di esperti sul finanziamento del terrorismo per la conferenza internazionale su terrorismo e democrazia organizzata dal Club de Madrid. Autrice di diversi libri di successo tra cui Terrorismo SPA, Economia Canaglia e Maonomics, tradotto in 18 lingue, incluso l’arabo ed il cinese; ISIS, lo stato del terrore, uscito in 20 nazioni. L’ultimo si intitola Technocapitalism

 

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