Lavrov: armare i ribelli siriani prolungherebbe solo la carneficina

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Lavrov: armare i ribelli siriani prolungherebbe solo la carneficina

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Sul campo della diplomazia non si esce dalla stasi sulla questione del riarmo dei ribelli, che da oltre un anno combattono contro il regime di Assad in Siria. A margine del vertice della Lega Araba a Baghdad di domenica, Arabia Saudita, Qatar ed altri stati del golfo, propensi per un intervento diretto a sostegno dell'opposizione, hanno creato un fondo multimilionario volto a garantire uno stipendio ai ribelli combattenti. Lo scopo è quello di evitare diserzioni in un momento di gravi sconfitte sul campo ed incentivare ufficiali dell'esercito ad abbandonare la causa di Assad.

Contro il riarmo dei ribelli si sono schierati gli Stati Uniti e molti stati arabi, che continuano a sostenere il piano di pace in sei punti proposto dall'inviato congiunto Kofi Annan, formalmente accettato anche da Assad. Mercoledì, inoltre, il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, a margine di una visita ufficiale in Azerbaijan, ha dichiarato che "anche se fosse armata fino ai denti, l'opposizione non potrà mai sconfiggere l'esercito siriano". Ed un invio continuo di armi produrrebbe solo il risultato di allungare la carneficina per diversi anni. Lavrov ha anche affermato che i due principali gruppi di opposizione saranno ricevuti nei prossimi giorni a Mosca e che il Cremlino cercherà di utilizzare gli incontri per convincerli a fermare il massacro in atto.

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