Romney un presidente di cui non aver paura

La sua storia personale ci dice che il candidato repubblicano manterrà una posizione moderata

976
Romney un presidente di cui non aver paura

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Rispetto alla posizione catastrofista assunta dai liberal americani e da quasi tutti gli europei su una eventuale presidenza Romney, Gideon Rachman in A Romney presidency would be just fine sostiene che il candidato repubblicano sia al contrario un buon presidente potenziale. Pur rimarcando che avrebbe votato Obama - “per i suoi sforzi in una situazione drammatica, per aver riformato la sanità pubblica e reso il sistema delle tasse più equo” - il Columnist del FT argomenta che per descrivere che tipo di presidente potrebbe essere Romney bisogna far ricorso solo alle sue abilità, al suo carattere ed al suo curriculum. Non si può ricorrere alle promesse elettorali - smantellare la riforma sanitaria di Obama, preservando i suoi elementi caratterizzanti, ridurre le tasse e tagliare il deficit – né prendere a riferimento il suo staff, che è stato un'inevitabile compromesso tra le diverse anime del partito repubblicano - in politica estera Romney ha utilizzato i consigli del nazionalista neoconn John Bolton, ma l'uomo che ha curato la sua trasformazione nell'approccio moderato è stato Robert Zoellick, un moderato con grande esperienza nelle relazioni internazionali. 
Per rispondere alla domanda che inquieta liberal americani ed europei – vale a dire se Romney manterrà quest'approccio moderato da presidente o si piegherà alle ala più estremiste del suo partito -  Rachman sceglie dunque di analizzare la storia personale del candidato repubblicano come uomo d'affari di successo nel settore delle private equity e governatore del Massachusetts, per concludere che il “real Romney” è un moderato. E la prova si trova nel suo stesso partito, dove le frange estremiste del Tea Party hanno visto con sospetto la sua nomina e l'hanno combattuta. 
La natura peculiare del partito repubblicano, e non la figura del suo candidato, destano, secondo Rachman, le maggiori preoccupazioni su un'eventuale presidenza Romney: se dovesse seguire gli istinti del suo partito, un'amministrazione repubblicana taglierebbe il welfare garantito ai cittadini, attuerebbe una forte militarizzazione e inizierebbe una nuova guerra con l'Iran. Scenario che, secondo i liberal americani, i repubblicani nel Congresso costringeranno Romney ad attuare. Ma, continua Rachman nella sua analisi, il Senato dovrebbe rimanere appannaggio dei democratici e come ha scoperto sulla sua pelle Obama, è difficile per un presidente possa compiere il suo programma con l'ostruzione di Capitol Hill. Se vuole governare con efficacia, a Romney non resterà che assumere una posizione moderata ed emarginare il Tea Party.
In politica estera, il candidato repubblicano ha aperto diversi scenari possibili: luce verde ad Israele per un attacco preventivo contro l'Iran, un approccio da guerra fredda con la Russia ed ha promesso che definirà la Cina un paese “manipolatore” di valuta internazionale nel suo primo giorno di ufficio. Una agenda neoconn, ma l'ultimo dibattito televisivo ha dimostrato come Romney mantenga in realtà anche in politica estera un approccio freddo e pragmatico, senza molti principi prestabiliti.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Cina, "l'ordine globale" e la storiella che si inventa l'Occidente di Fabio Massimo Paernti Cina, "l'ordine globale" e la storiella che si inventa l'Occidente

Cina, "l'ordine globale" e la storiella che si inventa l'Occidente

Il lato oscuro (non detto) sul Premio Nobel per la pace 2026 di Francesco Santoianni Il lato oscuro (non detto) sul Premio Nobel per la pace 2026

Il lato oscuro (non detto) sul Premio Nobel per la pace 2026

Tempesta perfetta: perché gli USA stanno per implodere di Alessandro Bartoloni Tempesta perfetta: perché gli USA stanno per implodere

Tempesta perfetta: perché gli USA stanno per implodere

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro di Marinella Mondaini Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

I persuasori occulti. Come manipolare le masse occidentali di Giuseppe Giannini I persuasori occulti. Come manipolare le masse occidentali

I persuasori occulti. Come manipolare le masse occidentali

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti