Come riformare il sistema di Bretton Woods

La nuova Banca di sviluppo dei Brics può segnare la via del cambiamento

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La nuova Banca di sviluppo creata a conclusione del summit di Durban di marzo da parte dei paesi Brics rappresenta secondo Joseph Stiglitz in A New World’s New Development Bank la testimonianza di due cambiamenti molto importanti intercorsi da Bretton Woods ad oggi. Da un lato, l'enorme successo da un punto di vista di sviluppo economico dei Brics, che oggi, in termini di Pil aggregato, è maggiore rispetto a quello dei paesi avanzati. D'altro lato, il ribilanciamento del potere economico globale in corso, che richiede un nuovo percorso condiviso tra i paesi sviluppati ed i mercati emergenti per riformare l'architettura finanziaria globale.
Di fronte alle sfide epocali dei prossimi decenni – Stiglitz riporta alcuni drammatici dati attuali tendenti al peggioramento: 1,4 miliardi di persone senza elettricità a disposizione, 900 milioni non hanno accesso ad acqua pulita e 2,6 miliardi non hanno accesso a sanità adeguata - una nuova Banca dello sviluppo è necessaria. Con due miliardi di persone che si sposteranno nelle città nei prossimi 25 anni, continua Stiglitz, la leadership globale deve assicurare che il tutto proceda in modo sostenibile dal punto di vista dell'ambiente.
Queste sfide epocali hanno un costo stimato in tre trilioni di dollari nei prossimi 10 anni in termini di infrastrutture e aiuti. Con il settore privato che potrà finanziare solo una parte esigua - per la notevole rischiosità di questi progetti e la sensibilità dei mercati finanziari - le istituzioni finanziarie internazionali attuali finanzieranno una cifra pari 40-60 miliardi di dollari, più o meno il 2-3% di quello necessario.
In questo contesto, una banca dello sviluppo ancorata nei mercati emergenti e nei paesi sviluppati può aiutare a coprire questo gap e divenire un potente volano per un cambiamento anche degli attuali strumenti nei paesi sviluppati. Anche se le vecchie istituzioni hanno cercato di adattarsi alle nuove esigenze, la loro governance rimane al di fuori della realtà moderna. Negli antichi trattati che hanno formato le vecchie istituzioni multilaterali non c'è, ad esempio, consapevolezza della sfida posta dal cambiamento climatico, dell'innovazione tecnologica ed i sentieri più sostenibili da perseguire per una crescita economica equilibrata. 
La nuova Banca dei Brics si è prefissata di attuare le migliori pratiche moderne di governance e soprattutto darà voce alle prospettive ed ai desideri dei paesi in via di sviluppo. Non dovrà, sottolinea Stiglitz, gettare tutte le responsabilità sui paesi sviluppati, ma deve fornire un modello più efficace di finanziare progetti per la creazione di strumenti per una crescita sostenibile e ridurre la povertà.
La nuova Banca può fornire un contributo importante anche per la ripresa economica globale: facilitando la crescita di domanda per i paesi in via di sviluppo - che diventeranno esportazioni per i paesi sviluppati - ribilanciando i risparmi globali ed infine canalizzando la liquidità in eccesso per usi produttivi. La nuova Banca del Brics, conclude il premio Nobel dell'economia, non sarà solo un volano per la crescita sostenibile nel mondo sviluppato ed in via di sviluppo, ma sarà anche lo stimolo per attuare quelle riforme necessarie nelle istituzioni multilaterali finanziarie tradizionali.

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