Gaza e la manifestazione del 7 giugno alla vigilia dei referendum

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Gaza e la manifestazione del 7 giugno alla vigilia dei referendum

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di Alessandro Mariani

Poco importa se oltre ad una mano sul cuore si terrà l’altra sul portafoglio (elettorale). C’è chi in Europa sta facendo persino di peggio, mettendo nello stesso brodo le atrocità di Gaza e la continuazione della guerra in Ucraina, da sempre spacciata per resistenza. Ogni coscienza appena decente non può restare in silenzio senza cercare di reagire alla sensazione d’impotenza. Non può non trovare ripugnante l’assuefazione all’orrore, al pari dell’orrore stesso.

Poche righe su Gaza

Non è un gioco di parole

questo elogio accorato e sincero dell’opportunismo e dell’ipocrisia,

almeno due cose umane in tanta disumanità universale e devastante.

Ben vengano la faccia tosta e i ripensamenti tardivi.

È benvenuto persino la strumentalizzazione di una causa nobile per rivitalizzarne una già persa.

E chi se ne frega della purezza, che è dei santi e degli eremiti.

Meglio la falsa coscienza che una totale assenza, meglio la faccia tosta dell’inconcludente candore della coerenza.

Briglia sciolta agli slogan e alle frasi fatte e buttiamo alle ortiche il passato, il senso del detto e del fatto, da chi, come e perché.

E portate pure tutte le bandiere, che ogni colore sia il benvenuto.

Ma se si vuol bruciarne qualcuna che lo si faccia con discrezione,

con lo sguardo volto alla causa oltre all’appartenenza.

Consideriamolo un esito scontato e teniamo pronti gli estintori.

E ricordate che quando l’inferno è già sulla terra non importa se a salvarci sarà un coro celeste o il diavolo in persona.

Oppure pensate che nello strazio dei corpi esausti, mutilati e smagriti, tra le migliaia che si calpestano per un pezzo di pane si noterebbe la differenza?

Credete che qualcuno voglia pesarvi i cuori per confrontarli col peso di una piuma? Non che avrebbero modi più intelligenti per impiegare il tempo che gli resta? O credete che il silenzio li avrebbe risollevati e nutriti!

Liberate piuttosto il fiume dell’indignazione ed inondateci con torrenti di parole, che fra le tante, infine, ve ne sarà almeno una vera,

ad ergersi contro l’odio e la sua purezza scintillante

Ma non dite per favore due popoli due stati,

che mai una formula fu più feroce e bugiarda

e spazio e tempo ormai lì non bastan più anche solo per uno.

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