Gli eredi dell’ottimismo di Reagan

Il partito che vincerà le elezioni sarà probabilmente quello che si è mostrato più ottimista sul futuro dell’America

1246
Gli eredi dell’ottimismo di Reagan

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Fareed Zakaria in The Heirs of Reagan's Optimism torna ad occuparsi delle elezioni presidenziali americane in programma il prossimo novembre proponendoci di individuare quale dei due candidati è in possesso di un requisito che potrebbe determinare vittoria o sconfitta: l’ottimismo.
Il Columnist del Time sostiene, infatti, che il partito che vincerà le elezioni sarà probabilmente quello che si è mostrato più ottimista sul futuro dell’America – anche nel bel mezzo di una crisi economica come quella attuale. Come scrive lo storico Daniel Boorstin : “Sin dal principio, la civiltà americana ha combinato una dogmatica fiducia nel futuro con un’ingenua perplessità su cosa il domani potrebbe riservare”.
Questa fiducia non ha colore politico, ci spiega Zakaria. È appartenuta sia al Repubblicano Theodore Roosevelt che al democratico Franklin. D Roosevelt, così come è stata di  J.F. Kennedy, Ronald Reagan, l’ottimista per eccellenza, Bill Clinton e George W Bush.
L’ottimismo di cui parla Zakaria  non è una filosofia, ma più che altro un atteggiamento che trova  conforto nel potenziale immane del Paese e nella fede nelle sue virtù.  
Negli Anni '70 e '80, continua il giornalista,  per molti americani il Partito Democratico sembrava più interessato a rintracciare le carenze dell’America rispetto ai suoi punti di forza. Molti dei suoi leader hanno criticato senza sosta il Paese per l’immagine che veniva percepita, sia in patria che all'estero, per le sue iniquità e per le sue ingiustizie. “I democratici”, disse Jeane Kirkpatrick alla Convention repubblicana nel 1984, “incolpano sempre prima l’America”.
Oggi, invece, è il Partito Repubblicano che spesso sembra arrabbiato con l’America. Una rabbia mista ad una forte nostalgia per un'America che non esiste più. Di Reagan, ci riporta Zakaria, si diceva fosse per ¾ ottimista e ¼ nostalgico, una formula invertita a partire da un celebre discorso di Bob Dole, candidato repubblicano nel 1996, che ha attaccato quanti lodavano i progressi fatti dall’America in materia di diritti civili o di diritti delle donne o, ancora, verso un’economia più aperta e una società meritocratica.
Rabbia e nostalgia rappresentano ormai i cardini della retorica repubblicana. Il Tea Party ama senza alcun dubbio l’America, ma non l’America di oggi, l’America moderna, dei tanti immigrati, della liberta sessuale ed economica. Questa America li spaventa e allora cercano di rintracciare l’errore, se di errore si può parlare, in qualche avvenimento del passato. L’istituzione della Federal Reserve o il New Deal o le rivoluzioni sociali degli Anni ’60. Tutti cambiamenti che hanno creato nuove opportunità per donne e anziani, determinato le condizioni di una crescita economica che per anni è stata invidiata da tutto il mondo e che ormai fanno parte del tessuto del Paese.
Il partito repubblicano, conclude Zakaria, ha un importante messaggio economico per l’America, ma per renderlo appetibile deve convincere gli elettori di comprendere e apprezzare l’America così com’è oggi.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN di Alessandro Bartoloni USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La legge di Netanyahu in Italia di Giorgio Cremaschi La legge di Netanyahu in Italia

La legge di Netanyahu in Italia

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti