Lavrov: siamo pronti a tutto per difendere i cittadini russi all’estero

Attualmente la comunità russa all'estero conta circa 30 milioni di persone ed è la quarta più grande al mondo

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Lavrov: siamo pronti a tutto per difendere i cittadini russi all’estero

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di Eugenio Cipolla

Dobbiamo sicuramente fare di tutto per avere un quadro oggettivo degli eventi, scoprire cosa sia successo, e rispondere in maniera appropriata». Vladimir Putin è stato chiaro stamane, durante l’incontro con il ministro dei Trasporti di Mosca, Maxim Sokolov, alla guida della commissione governativa che sta indagando sull’accaduto, per fare il punto dopo il misterioso schianto di un aereo russo sul Sinai. «So che la commissione statale ha iniziato il suo lavoro in conformità con tutte le regole», ha precisato il Capo del Cremlino, «ma in queste ore è molto importante sentire la spalla di persone vicine, la compassione di tutto il paese per questa terribile catastrofe. Con il cuore e con l'anima - ha chiosato il leader del Cremlino, rivolgendosi ai parenti e agli amici delle vittime - siamo con voi».
 
«Ieri abbiamo lavorato sul luogo dello schianto e dall’osservazione visiva è emerso che l’aereo ha lasciato Sharm-el-Sheik alle 6:61 del 31 ottobre e, dopo 23 minuti di volo normale, è andato in pezzi in cielo e i resti si sono sparsi su un’area di circa 20 chilometri quadrati», ha raccontato Solokov. «Il lavoro di emergenza e di ricerca dei corpi delle vittime è stato organizzato in collaborazione con le autorità egiziane e con le forme armate del Cairo. Questa cooperazione è stata esemplare e di livello molto alto. Abbiamo ricevuto assistenza in tutte le aree necessarie». La decodifica delle scatole nere dell’A321, infatti, si svolgerà si svolgerà nella capitale egiziana nei prossimi giorni, secondo quando riferito da Aleksandr Neradko, capo dell’agenzia federale russa per l’aviazione civile, il quale ha precisato che il lavoro di analisi comincerà solo quando tutti gli specialisti dei paesi coinvolti saranno arrivati al ministero dell’Aviazione civile egiziano.
 
Lo schianto, che ha portato via con sé anche la vita di molti bambini, ha colpito e non poco l’opinione pubblica russa, aumentando il desiderio di essere rincuorato dalle massime autorità dello Stato, soprattutto dopo l’ipotesi, ancora non tramontata, che l’aereo sia esploso a causa di una bomba e non precipitato per un guasto meccanico, come inizialmente si pensava.
 
Non è un caso, peraltro, la lettera pubblicata stamattina dalla Rossiskaya Gazeta, in occasione del quinto ‘Congresso mondiale dei connazionali russi all’estero’ previsto per il 5 novembre, che porta la firma di Serghei Lavrov. Con diversi richiami tra le righe alla tragedia del Sinai, Lavrov ha scritto che «fornire un sostegno completo al mondo russo è la priorità assoluta di Mosca, fissata nel Concetto di politica estera della Federazione russa. Il capo della diplomazia di Putin ha garantito che il suo paese continuerà a «difendere con vigore i dritti dei connazionali, utilizzando l'intero arsenale dei mezzi a sua disposizione previsti dal diritto internazionale».
 
Negli ultimi anni, ha fatto notare Lavrov, «siamo riusciti ad innalzare il lavoro in questo campo a un nuovo livello, a stretto contatto con i rappresentanti della comunità all'estero per formare meccanismi efficienti di cooperazione». Attualmente la comunità russa all’estero conta circa 30 milioni di persone ed è la quarta più grande al mondo. «Le azioni anti-russe di Washington e Bruxelles, tra cui le restrizioni unilaterali, non hanno influenzato il nostro dialogo con le comunità, che hanno reagito nel modo dovuto a quanto sta accadendo e che hanno espresso sostegno alla Russia». 

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