Tagli all'educazione: ombre sull'american dream

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Tagli all'educazione: ombre sull'american dream

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Visitando i gioielli tecnologici americani, Silicon Valley e Seattle, Friedman, in Do you want the good news first?, dichiara di aver avuto sensazioni contrapposte: esaltazione, mista a terrore. La prima generata dalla capacità di innovare e creare nuovi strumenti rimasta intatta nell’economia americana: grazie all'informazione tecnologica di massa, sottolinea Friedman, ognuno ed ovunque può perseguire i propri sogni, auto pubblicando un libro o aprendo un'impresa. “Sedici dei 100 best sellers sono stati auto pubblicati tramite Kindle”, ha sottolineato il fondatore di Amazon.com, Bezos. La creatività individuale quindi alla massima espressioni possibile. E le compagnie americane di successo oggi sono il frutto di questo assioma: Amazon, Facebook, Microsoft, Google, Apple, LinkedIn, Zynga e Twitter. L’esempio migliore è rappresentato da Facebook, quotata in borsa ad una valutazione di circa 105 miliardi di dollari e capace due settimane fa di acquisire ad 1 miliardo di dollari, Instagram, compagnia high tech nata sola tre anni fa. 
E allora da dove deriva il terrore di Friedman? Il Columnist del Nyt risponde sottolineando come questo sentimento nasca dalla consapevolezza che è finita un’era durata un cinquantennio in cui per essere presidente, governatore o sindaco, bisognava offrire cose alle persone e siamo entrati in un'era in cui per farlo bisogna promettere tagli. E se non si compirà questa transazione in modo intelligente, questo trend comporterà una grave perdita d’efficienza del sistema: “Con questo trend, potremo forse crescere come paese per un po’, ma senza un piano globale danneggeremo l’intero sistema economico”, la conclusione pessimista di Friedman. E quale deve essere questo piano: preservare un’alta qualità nella formazione, i fondi governativi per la ricerca e continuare ad attirare un’immigrazione di talenti. La combinazione di questi tre fattori ha per anni rappresentato il segreto del successo americano, i cui risultati sono perfettamente visibili a Seattle e Silicon Valley. Ma ora con i tagli imposti dal governo e la concorrenza estera, soprattutto cinese, il sistema sta entrando in crisi in un momento in cui però deve, al contrario, continuare ad innovare per creare nuovi lavori, senza perdere quelli precedenti. Microsoft ancora compie l’80% dei suoi lavori di ricerca in America, ma sta diventando sempre più complesso con Capitol Hill che blocca gli ingressi di lavoratori specializzati e con le università americane che non ne producono più abbastanza. Arriverà così il momento in cui l’azienda di Seattle non avrà alternativa che delocalizzare.  E’ frustrante, prosegue Friedman, vedere come i tagli in California stiano rovinando il sistema universitario dello stato, in passato uno dei gioielli americani.
E la cosa peggiore è che è solo all’inizio. In politica si sottolinea spesso come i governi sono creati per adempiere a tre compiti principali: “Curare, educare e incarcerare.” Dato che molti stati federali vietano per legge di toccare sanità e sicurezza, i prossimi tagli necessari a riequilibrare i conti pubblici colpiranno pesantemente l'educazione ed il livello formativo offerto. Quando diminuiamo investimenti in ricerca ed educazione “ci spariamo su entrambi i piedi”, sottolinea in modo ironico K.R. Sridhar, fondatore di Bloom Energy, la principale azienda di energie rinnovabili a Silicon Valley. “Il nostro popolo diventa meno preparato e spari il primo colpo; inoltre, le persone più intelligenti al mondo non hanno più motivazioni a venire qui per un'educazione di qualità, e ti spari sull'altro piede”.
Sfortunatamente, è l’amara conclusione di Friedman, prima di auto produrti un libro, devi sapere cosa scrivere. 

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