Il Congresso dovrebbe lasciare spazio alla diplomazia sul programma nucleare iraniano

2063
Il Congresso dovrebbe lasciare spazio alla diplomazia sul programma nucleare iraniano

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

  
I negoziati sul nucleare con l'Iran, si legge in un editorale del Washington Post, si stanno rivelando tanto difficili quanto predetto dagli scettici all'indomani dell’accordo preliminare del mese di novembre. Anche se il presidente Obama ha annunciato l'accordo in un discorso televisivo il 23 novembre, solo questo fine settimana  l'accordo interinale è stato finalizzato. Nel frattempo, i negoziatori iraniani hanno finto di abbandonare i negoziati, hanno continuato a ostacolare un'inchiesta delle Nazioni Unite sugli sviluppi passati del programma nucleare iraniano e hanno disegnato nuove centrifughe. Gli avvertimenti israeliani che l'accordo potrebbe provocare un'implosione delle sanzioni sembrano materializzarsi: la Russia starebbe negoziando un importante accordo di scambio petrolio – altri beni, e gli imprenditori francesi stanno prenotando viaggi a Teheran.

L'attuazione dell'accordo interinale dovrebbe portare l’Iran a ridurre il livello di arricchimento  di uranio, a ridurre le scorte di tale materiale della metà e impedire l'installazione di centrifughe addizionali e l'avvio di un nuovo reattore in grado di produrre plutonio. Tuttavia, come il capo negoziatore iraniano ha ammesso nel descrivere i termini dell’accordo, "Nessuna struttura sarà chiusa, l'arricchimento continuerà e la ricerca nucleare sarà ampliata".  Anche se il regime delle sanzioni rimarrà intatto, l'Iran potrà beneficiare di un allentamento delle sanzioni che l'amministrazione Obama stima pari a circa 7 miliardi dollari.

Proseguire i negoziati in questi termini, anche se rischioso, è preferibile ad un Iran che prosegue l’arricchimento dell’uranio e ad una deriva verso la guerra. Eppure, riconosce il Wp, è comprensibile che molti nel Congresso siano preoccupati. Tali preoccupazioni hanno spinto 59 senatori, di cui 16 Democratici, a sostenere un disegno di legge sponsorizzato dal Presidente della Commissione Affari Esteri, Robert Menendez  e dall repubblicano Mark Kirk, che imporrebbe nuove sanzioni in caso di mancato accordo finale o nel caso in cui Teheran dovesse violare l'accordo esistente.

C'è una logica dietro questo atteggiamento: dopo tutto, sono state le dure sanzioni approvate dal Congresso nel 2010, avversate da parte dell'amministrazione Obama, che hanno contribuito a portare l’Iran al tavolo dei negoziati.  

Tuttavia, commenta il Wp, i senatori hanno già assolto al loro compito proponendo il disegno di legge e aumentando così la pressione sull'amministrazione e l'Iran. 
Questa è però l'iniziativa diplomatica del Presidente Obama e occorre lasciarlo libero di portarla a termine per determinare il suo successo o il suo fallimento. Solo allora il Congresso avrebbe mandato di agire, per allentare le sanzioni o per rafforzarle.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Il Foro di Madrid in Cile, laboratorio transatlantico della reazione di Geraldina Colotti Il Foro di Madrid in Cile, laboratorio transatlantico della reazione

Il Foro di Madrid in Cile, laboratorio transatlantico della reazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Lavoro, servizi, e infrastrutture in Italia di Giuseppe Giannini Lavoro, servizi, e infrastrutture in Italia

Lavoro, servizi, e infrastrutture in Italia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

E' colpa loro di Giorgio Cremaschi E' colpa loro

E' colpa loro

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti