La proposta di pace della Repubblica popolare di Cina: una sintesi essenziale

4485
La proposta di pace della Repubblica popolare di Cina: una sintesi essenziale

di Alberto Bradanini - La Fionda

Sin dall’inizio del conflitto ucraino, l’Occidente ha brillato soprattutto per il vuoto totale di qualsivoglia proposta di pace, poiché il paese che ne ha pianificato da anni l’origine non ha interesse che finisca, essendo quello che ne trae i benefici maggiori: la Nato a guida Usa ha ripreso vita, l’Europa diventa sempre più colonia americana, i costruttori di armi statunitensi riempiono ancor più le loro tasche già piene, i venditori di gas USA quintuplicano i loro introiti vendendolo ai babbei europei, la Russia s’indebolisce (a loro falso avviso) e dietro di lei la Cina. E beninteso crescono i rischi di escalation, persino nucleari, che un irresponsabile ceto politico europeo (e italiano)  sembra ignorare.

In tale quadro insieme confuso, manipolato e assai preoccupante, s’inserisce ora il piano di pace cinese, che il capo della diplomazia di Pechino, Wang Yi, ha presentato a Mosca, incontrando Lavrov e Putin.

La soluzione cinese, tra le tante e scontate cose, prevede la fine delle sanzioni Usa (segnale concreto che è stata “concordata” con Putin) e dovrebbe convenire anche agli europei, se – avvitati in una spirale di umiliante sudditanza psico-politica nei riguardi dell’alleato padrone – ne avessero almeno un’ombra di consapevolezza.

Wang Yi deve aver sondato anche i governi di Germania, Francia e Italia nel suo tour dei giorni scorsi, i quali però consapevoli di contare un po’ meno del classico due di coppe, si sono probabilmente limitati ad ascoltare (e poi riferire allo Zio Sam).

Nella sostanza la proposta cinese sembra suggerire una (già testata) soluzione alla “coreana”, con caratteristiche cinesi dunque, un po’ sconclusionata nella forma, ma efficace nella sostanza.

Le parti smetterebbero di spararsi a vicenda e subito dopo comincerebbero i negoziati. Questi potrebbero durare qualche settimana o mese e portare a un trattato di pace, oppure protrarsi per anni, senza che si giunga a una pace formale, come nel caso coreano. Nel frattempo ciascuna parte continuerebbe a controllare i territori che occupa attualmente. Tutto non sarebbe risolto, ma perlomeno non vi sarebbero più bombe, morti e distruzioni ne’ da una parte ne’ dall’altra, e si comincerebbe a parlare di ricostruzione e ritorno delle popolazioni.

In futuro, quando le condizioni politiche consentissero, si farebbero dei passi in avanti, eventualmente ma non necessariamente fino a un vero e proprio trattato di pace. Ancora una volta “modello Corea”.

Dietro la proposta cinese, c’è anche, beninteso, l’interesse strategico della Cina, stato “sviluppista”, a cui i conflitti portano danni perché colpiscono il commercio, veicolo cruciale della sua crescita economica. In questa fase storica la Cina è una nazione di pace, mentre gli Stati Uniti sono la nazione “di guerra” (da quando esistono – come ricordato da Jimmy Carter prima che entrasse in coma – sono rimasti in uno status di pace solo 16 anni su 250).

Un secondo interesse della Repubblica Popolare è quello di presentarsi al mondo quale grande potenza pacificatrice, al contrario degli Stati Uniti d’America, da decenni ormai superpotenza portatrice di guerre.

I governi europei (e quello italiano) avrebbero interesse a non far cadere la proposta cinese, accogliendola, studiandola e facendola avanzare. Essi resteranno invece silenti, in attesa di ricevere gli ordini di scuderia del padrone delle ferriere. Nel frattempo, in Ucraina si continuerà a morire.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Il casus belli della Groenlandia di Loretta Napoleoni Il casus belli della Groenlandia

Il casus belli della Groenlandia

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz di Fabrizio Verde Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

L'economia Usa cola letteralmente a picco di Giuseppe Masala L'economia Usa cola letteralmente a picco

L'economia Usa cola letteralmente a picco

COMPAGNIA DI VENTURA "AL-JOLANI" AL SERVIZIO DEGLI ACCORDI DI ASTANA di Michelangelo Severgnini COMPAGNIA DI VENTURA "AL-JOLANI" AL SERVIZIO DEGLI ACCORDI DI ASTANA

COMPAGNIA DI VENTURA "AL-JOLANI" AL SERVIZIO DEGLI ACCORDI DI ASTANA

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Liquidazione del nazista Kapustin di Marinella Mondaini Liquidazione del nazista Kapustin

Liquidazione del nazista Kapustin

Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale di Giuseppe Giannini Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale

Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale

Dal commercio al check-in... una storia già vista di Antonio Di Siena Dal commercio al check-in... una storia già vista

Dal commercio al check-in... una storia già vista

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Trump un pericolo per il mondo intero di Michele Blanco Trump un pericolo per il mondo intero

Trump un pericolo per il mondo intero

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti