Cairo: tensioni per la candidatura di Suleimani, Fratellanza Musulmana: "un insulto".

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Cairo: tensioni per la candidatura di Suleimani, Fratellanza Musulmana: "un insulto".

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E' scaduto domenica il termine ultimo per la presentazione delle candidature alle elezioni presidenziali egiziane, la cui prima tornata è prevista il 23 e 24 marzo. Il clima è divenuto teso per la decisione dell'ex leader dei servizi segreti e vicepresidente per alcuni giorni del regime di Mubarak, Omar Suleimani, di concorrere alla carica. Di fronte alla sede della commissione elettorale al Cairo, l'esercito e le forze di polizia hanno sorvegliato l'ingresso di Suleimani, che ha presentato la sua candidatura mezz'ora prima della scadenza prevista in un clima di tensione crescente tra i suoi sostenitori ed i membri dei partiti islamici. Secondo il candidato di Fratellanza Musulamana, l'uomo d'affari Khairat al-Shater, tale nomina è “un insulto ai valori ed agli obiettivi della rivoluzione iniziata un anno fa”. L'ex capo dei sevizi segreti di Mubarak, tuttavia, ha dichiarato di non temere le minacce dei movimenti islamisti ed ha cercato di distaccare la sua carriera dall'esperienza di Mubarak, definendosi come l'unico in grado di riportare legge ed ordine nel paese. "L'essere stato a capo dei servizi segreti e vice presidente alcuni giorni non significa aver partecipato alla repressione della rivolta," ha dichiarato. Anche l'ex primo ministro Ahmed Shafiq e l'ex ministro degli esteri Amr Moussa hanno presentato le loro candidature.
In tutto sono ventitré coloro che hanno adempiuto alle formalità previste e presentato la loro candidatura a guidare il paese. La commissione elettorale fornirà entro la settimana una prima lista provvisoria delle persone eleggibili. Tra le personalità più note: Amr Moussa, l'ex leader della Lega Araba, l'ultra-conservatore ultra-conservative islamico Hazem Abu Ismail, il candidato di Fratellanza Musulmana Khairat El-Shater e l'ex primo ministro di Mubarak, Ahmed Shafiq. Mentre, tra le candidature a rischio: per una sentenza pendente di frode, quella del liberale Ayman Nour, che si era guadagnato la simpatia internazionale nel 2005 decidendo di sfidare Mubarak; quella dell'avvocato salafita ultra-conservatore, Hazem Abu Ismail, che quasi sicuramente non potrà concorrere per il passaporto americano della madre; e dello stesso Khairat el-Shater, il tesoriere di Fratellanza Musulmana, uscito di prigione solo un mese fa dopo cinque anni di detenzione. Per questo il partito di fondazione islamica ha registrato un suo secondo candidato, motivando la scelta con un comunicato domenica. "Dato che vogliamo proteggere i successi e gli obiettivi della rivoluzione, abbiamo deciso di nominare Mohammed Morsi come nostro candidato di riserva per la presidenza”.
Bothaina Kamel, la sola donna ad annunciare la candidatura, non è riuscita ad ottenere le  30,000 firma necessarie, ma ha dichiarato che "continuerà a lavorare per migliorare la coscienza politica dell'Egitto". Il Consiglio Supremo delle Forze Armate [SCAF], alla guida della prima fase di transizione del dopo Mubarak, ha dichiarato che consegnerà il potere politico alle autorità presidenziali dopo le elezioni di giugno. 

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