L'Ungheria sta diventando la ragione principale per lasciare l'Unione Europea

Ambrose Evans Pritchard dal Telegraph sulla conferma di Orban e il futuro di Londra nell'UE

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L'Ungheria sta diventando la ragione principale per lasciare l'Unione Europea

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Nazionalisti revanchisti di diversi partiti hanno ottenuto il 65% dei voti in quella che Ambrose Evans Pritchard definisce un'Ungheria post-democratica. Il partito mistico-religioso e antisemita Jobbik ha aumentato il suo peso politico del 20% e aumenteranno nel paese quindi le nostalgie per le tradizioni magiare e i richiami alle croci celtiche.
 
Il partito al potere, il Fidesz, ha un indubbio consenso nel paese. Ma, prosegue il Columnist del Telegraph, ha limitato i media, il settore giudiziario e l'opposizione, vietando da ultimo le pubblicità politiche nella tv a pagamento e restringendo l'accesso alla campagna elettorale per i network televisivi. Per coloro che si ricordano le grandi speranze nell'Ungheria di venti anni fa al termine del comunismo, la conferma al potere di Viktor Orban è la fine di tutte le illusioni. "Qualcosa è andato storto in Ungheria", ha del resto dichiarato Charles Grant del Centre for European Reform.
 
Una delle ragioni di questa situazione non solo per l'Ungheria ma per l'Europa orientale in generale è per Evans-Pritchard il risultato degli effetti distruttivi della zona euro e del "fattore convergenza dell'euro". L'afflusso di capitali a basso costo, una bolla fiscale e un'erosione di competitività hanno fatto esplodere in Ungheria il debito privato e determinato il crollo del fiorino. E' dovuto intervenire con un pacchetto di salvataggio il FMI e l'Ue con l'austerità, e anni di depressione. La crescita, dati del Fondo Monetario Internazionale, è stata 0.9pc nel 2008, -6.8pc nel  2009, 1.3pc nel 2010, 1.6pc nel 2011, -1.7pc nel 2012, 1.1pc nel 2013: non certo un esempio di cathing up. 
 
L'Ungheria non è sola: la quasi depressione è la regola per i paesi dell'Europa orientale post-comunisti. Il caso della Lettonia, spesso utilizzato come modello dagli evangelisti della zona euro, è l'emblema con il suo Pil moloto al di sotto dei livelli del 2007.
 
Da tempo Ambrose Evans Pritchard sostiene come l'intera struttura della zona euro ha escluso molto del blocco ex comunista con l'eccezione della Polonia in una trappola di bassa crescita. Daniel Hannan gli ha scritto sostenendo come il vecchio sistema ungherese guidato dagli ex comunisti "che si erano riciclati in socialisti" aveva bisogno di una spinta e Orban è stato obbligato a agire in questo modo. Ma il quadro resta fosco e emblematico è il caso del pianista Andras Schiff che si è rifiutato di esibirsi in Ungheria per l'odio anti-semita crescente e l'oltraggio delle celebrazioni per la nuova statua di Horthy - un criminale di guerra che ha inviato mezzo milione di ebrei nei campi di concentramento - a Budapest.
 
I commentatori stanno usando troppo spesso il termine "estrema destra" per denigrare tutti i partiti euroscettici o i movimenti sovranitisti in Europa. L'Ukip ad esempio è a favore del libero mercato, dell'alleanza atlantica ed è ampiamente ancorato nella democrazia britannica. Non ha nulla a che vedere con Jobbik, Alba Dorata o i vari gruppi estremisti che stanno crescendo non solo nell'est europeo. E non ha nulla a che vedere neanche con Fidesz. Coloro che sostengono come le politiche di austerità della zona euro e la struttura boom-bust dell'unione monetaria non hanno prodotto alcun danno alla coesione politica dell'Europa, sostiene il Columnist del Telegraph, hanno parlato troppo presto. L'Ungheria, si può discutere sull'argomento, non è più una piena e funzionante: l'Ue ha alzato la voce un decennio fa per l'ascesa di Haider in Austria al governo ma oggi è silente.
 
La questione, conclude Evans Pritchard, è se si vuole proseguire a far parte di un club di paesi che includono anche stati autoritari. Oggi qualunque magistrato ungherese può emettere un mandato di arresto europeo per ogni cittadino inglese senza dover prima presentare delle prove. Ed è quello che fanno. L'Ungheria sta divenendo la ragione più importante per cui l'Inghilterra dovrebbe lasciare l'Ue.

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