Yemen, Netanyahu offre aiuto all'Arabia Saudita contro gli Houthi
Secondo un'indiscrezione pubblicata dal quotidiano israeliano Haaretz, il Primo Ministro Benjamin Netanyahu starebbe cercando di intervenire direttamente nel conflitto in Yemen a fianco dell'Arabia Saudita.
L'obiettivo di Netanyahu, condotto attraverso la mediazione degli Stati Uniti, sarebbe quello di ottenere il consenso di Riyadh per far partecipare Israele alle operazioni militari contro il movimento Ansar Allah (gli Houthi). Nel disegno strategico di Tel Aviv, tale cooperazione militare rappresenterebbe un tassello chiave per accelerare il processo di normalizzazione dei rapporti diplomatici con il Regno saudita.
Il no di Mohammed bin Salman
Nonostante la proposta di Tel Aviv, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman si sarebbe opposto a un coinvolgimento formale e diretto delle forze israeliane. La decisione di Riyadh sarebbe dettata dal timore di una reazione fortemente negativa da parte dell'opinione pubblica saudita e del mondo arabo-musulmano in un momento di estrema delicatezza regionale.
La reazione e le accuse delle autorità di Sana'a
Le rivelazioni hanno subito provocato la durissima reazione delle autorità yemenite guidate dagli Houthi. In una nota ufficiale rilasciata dal Ministero degli Esteri di Sana'a, l'assedio e l'intervento militare a guida saudita sono stati definiti una risorsa strategica a favore degli interessi israeliani e un attacco diretto alla causa palestinese.
"Per quanto il nemico saudita si sforzi di gettare lo Yemen nel caos, non riuscirà a distogliere l'attenzione dalla nostra causa principale" — ha dichiarato il Ministero degli Esteri yemenita, definendo la questione palestinese un punto centrale indissolubile per la comunità islamica.
Le autorità di Sana'a sostengono di aver tentato più volte di dimostrare a Riyadh come la prosecuzione dell'aggressione e del blocco economico sullo Yemen vada a tutto vantaggio di Israele, accusando la leadership saudita di portare avanti un'agenda geopolitica contraria agli interessi della regione.
Il contesto: un conflitto aperto dal 2015 e la recente escalation
L'intervento a guida saudita nello Yemen è iniziato nel marzo 2015, quando una coalizione di paesi arabi, sostenuta da forniture logistiche e militari occidentali, ha imposto un blocco al Paese nel tentativo di reinstaurare il governo precedente. Il lungo conflitto ha provocato una drammatica crisi umanitaria e decine di migliaia di vittime, senza tuttavia che la coalizione riuscisse a piegare il controllo degli Houthi sul territorio.
La tensione tra Yemen e Arabia Saudita ha registrato un nuovo picco a partire dallo scorso luglio, in seguito ai raid aerei condotti dai sauditi nell'area dell'aeroporto di Sana'a. In risposta, le forze yemenite hanno ripreso gli attacchi di ritorsione mediante missili balistici e droni contro le infrastrutture energetiche saudite, minacciando al contempo il traffico marittimo nello stretto di Bab el-Mandeb, rotta commerciale fondamentale per l'esportazione del greggio saudita.
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