Israele verso la guerra civile? Rapporto della CIA spaventa Tel Aviv
Un nuovo rapporto pubblicato congiuntamente da Drop Site News e Capital & Empire rivela che una valutazione riservata della CIA ha lanciato un allarme drammatico: Israele rischia "una guerra civile o il collasso dello Stato".
Il documento, redatto ad agosto e intitolato "Frattura dall'interno", è stato elaborato dagli esperti della Red Cell della CIA — la struttura responsabile di fornire "analisi alternative" all'interno dell'intelligence statunitense — utilizzando sia fonti aperte sia dati riservati dell'intelligence USA.
MUST READ: CIA report warns Israel is headed toward civil war and total collapse. The report says Israel is seeking deeper integration into the American military, intelligence and defense establishment (like a leech) to save itself at US permanent expense. https://t.co/0VSDoGOQhq
— GenXGirl (@GenXGirl1994) October 6, 2026
Secondo quanto riferito da Drop Site News, la valutazione si concentra principalmente sulla popolazione ebraica di Israele, evidenziando "un mix esplosivo di pressioni": la crisi economica, l'esplosione della spesa militare e lo scontro attorno agli Haredi (gli ebrei ultraortodossi), che continuano a rifiutare la leva obbligatoria. Questo rifiuto, sostenuto dalla stessa coalizione di governo, ha esasperato una già grave carenza di personale all'interno delle forze armate.
Tra i fattori di rischio citati nel rapporto figurano anche "veterani pesantemente armati di ritorno dai combattimenti, molti dei quali affetti da gravi traumi psicologici", la crescente violenza dei coloni e le manovre del Primo Ministro Benjamin Netanyahu per restare al potere a costo di innescare una crisi costituzionale — processo iniziato già nell'estate del 2023 con la controversa riforma della giustizia.
La gestione della guerra a Gaza da parte di Netanyahu ha scavato solchi ancora più profondi. Drop Site News sottolinea come gran parte dell'opposizione interna non contesti la brutalità delle operazioni contro i palestinesi, bensì le modalità di gestione del conflitto, la leadership e le responsabilità del premier nel fallimento della sicurezza del 7 ottobre.
Il dossier dell'intelligence evidenzia inoltre l'impennata dei prezzi dei beni alimentari, giunti a livelli record, e il progressivo isolamento internazionale del Paese, con un’erosione del sostegno negli Stati Uniti che gli stessi funzionari israeliani considerano una minaccia a lungo termine. Per la CIA, il fatto che Israele stia "diventando sempre più uno Stato paria" rappresenta un elemento chiave verso un potenziale collasso.
Una delle fonti ha tracciato un parallelo storico inquietante: «La combinazione di frammentazione politica e una popolazione crescente di veterani traumatizzati e pesantemente armati ha dei precedenti. Pensiamo ai Freikorps tedeschi post-Prima Guerra Mondiale. Non dico che Israele sia la Germania di allora, ma le similitudini sono evidenti».
Nel frattempo, la situazione sul campo di battaglia è estrema. Nonostante le operazioni su più fronti (Gaza, Libano, Siria), le truppe sono esauste e soffrono di gravi carenze di equipaggiamento. Il capo di Stato Maggiore Eyal Zamir ha più volte messo in guardia contro il crollo del sistema dei riservisti. Rapporti interni ammettono che molte unità operano sottorganico e privissime di carri armati: «Le unità di riserva oggi sono vuote», ha dichiarato un comandante.
A questo si aggiunge la fuga dal Paese. Studi dell'Università di Tel Aviv confermano un record di emigrazione da Israele nel 2025, un dato definito "profondamente preoccupante" dagli stessi analisti locali.
Il rapporto della CIA emerge a poche settimane dalle elezioni generali in Israele. Secondo fonti militari citate dai media locali, Netanyahu starebbe valutando di intensificare il conflitto a Gaza e aprire nuovi fronti nella regione con un unico obiettivo: ostacolare o rinviare il voto per difendere la propria sopravvivenza politica.
______________________________________________
LETTURA CONSIGLIATA:



