Hamas: Tempesta di Al-Aqsa una necessità storica
In una serie di dichiarazioni riportate dall'emittente HispanTV, Khaled al-Qadumi, rappresentante del Movimento di Resistenza Islamica Palestinese (Hamas) in Iran, ha ribadito che l'Operazione Tempesta di Al-Aqsa ha rappresentato una «necessità storica» e una svolta inevitabile nella lotta contro il regime israeliano.
Intervenendo a Teheran alla conferenza "Cause, obiettivi e prospettive" – organizzata dall'Associazione per la Difesa del Popolo Palestinese in occasione del terzo anniversario degli eventi del 7 ottobre – Al-Qadumi ha dichiarato: «Dopo anni di oppressione, crimini e umiliazioni subite da un intero popolo, è naturale e lecito attendersi una tempesta». Il rappresentante di Hamas ha poi criticato i Paesi occidentali per il mancato riconoscimento della civiltà palestinese, accusando il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu di perseguire apertamente una politica di espansione territoriale.
Ripercorrendo le finalità militari dell'azione, Al-Qadumi ha precisato che la cattura dei prigionieri sionisti costituiva l'obiettivo primario annunciato fin dalle prime fasi dell'operazione, traguardo che ha poi consentito il rilascio di circa mille detenuti palestinesi dalle carceri israeliane durante i successivi scambi.
Rispondendo alle critiche sull'elevato costo umano e sulle distruzioni causate dal conflitto, il delegato di Hamas ha usato toni netti: «Chi mette in discussione l'operazione alla luce delle vittime è un traditore. La Tempesta di Al-Aqsa non è stata un'opzione tra le tante, ma un'estrema necessità: senza di essa, la questione palestinese sarebbe finita nell'oblio». Ha poi aggiunto un drammatico monito: «Se non fossimo intervenuti, i coloni avrebbero attuato un piano per uccidere due milioni di palestinesi e conquistare il territorio fino al mare».
L'inviato ha inoltre espresso duro rammarico per la reazione internazionale all'indomani dell'attacco: «L'8 ottobre molti Paesi hanno sottoscritto una dichiarazione rivolta non solo contro Gaza, ma contro l'intero Islam, che ha spianato la strada a un bilancio tragico di oltre 75.000 martiri».
Nel corso del suo intervento, Al-Qadumi ha bocciato categoricamente la via diplomazia tradizionale: «Abbiamo negoziato per anni, ma quali sono stati i risultati? Solo altri martiri e altri prigionieri. Non dobbiamo illuderci: trattare in queste condizioni significa accettare di diventare schiavi degli oppressori».
In conclusione, rinnovando l'appello ai media affinché continuino a raccontare al mondo la realtà di Gaza, il rappresentante di Hamas ha confermato che l'impegno per l'unità palestinese, il rispetto degli accordi di cessate il fuoco e la piena liberazione del territorio prosegue senza sosta, definendo l'Operazione Tempesta solo l'inizio di questo percorso. All'incontro hanno preso la parola anche Naser Abu Sharif, rappresentante della Jihad Islamica Palestinese, ed esperti della regione, raccogliendo commenti e valutazioni convergenti anche da parte dei passaggi diffusi da Ansar Allah e dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane.
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